Ultimora

Acqua, aria e luce nella grande installazione di Federica Di Carlo

L’Arsenale della Marina Regia di Palermo ospita, fino al 15 settembre, la grande istallazione We lost the Sea di Federica Di Carlo, che mette in scena la vita della Terra attraverso i suoi elementi fondamentali: mare, luce e atmosfera. L’opera immersivo-percettiva, a cura di Simona Brunetti, invita a una riflessione sulla situazione climatica attuale attraverso un gioco di sottili equilibri. L’arsenale palermitana, da sempre importante crocevia di scambi e relazioni tra popoli, si trasforma in uno spazio senza tempo dal quale osservare il processo vitale di acqua, aria e luce. I visitatori s’immergono in un mondo altro, in cui grandi aquiloni argentati, che rappresentano vento e atmosfera, fluttuano nello spazio a diversi metri d’altezza, creando nell’ambiente riflessi di luce in costante movimento, come onde del mare. Proprio il mare di Palermo è uno dei protagonisti dell’esposizione: l’artista ne raccoglie l’acqua in grandi cisterne e ne fa il simbolo della situazione ecologica locale, oltre che il raccoglitore di storie individuali, crocevia di culture e metafora universale della vita. «Il mare sussiste nel lavoro dell’artista come grande attivatore di energie, storie e destini – spiega la curatrice – sia individuali, si pensi alle quanto mai attuali storie di immigrazione che fanno di Palermo un luogo sempre al centro delle cronache internazionali, che planetari». L’opera s’inserisce nell’ambito di riflessioni e studi sulla situazione climatica attuale, che la stessa Federica Di Carlo ha approfondito negli ultimi anni, collaborando con fisici di vari dipartimenti scientifici come il MIT di Boston, il CERN di Ginevra e l’INAF di Roma e Milano. Mescolando scienza e poetica l’artista spinge non solo alla fruizione dell’opera, ma ad una partecipazione attiva e consapevole dell’osservatore.

 

Commenti