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La collezione Benetton porta il Giappone alle Gallerie delle Prigioni

L’11 luglio alle 18:30, negli spazi delle Gallerie delle Prigioniinaugura la seconda mostra, I Say Yesterday, You Hear Tomorrow, Visions from Japan, che fa parte della ricerca del progetto Imago Mundi: la raccolta di opere commissionate da Luciano Benetton nei suoi viaggi in tutto il mondo. Benetton ha raccolto una notevole collezione, figlia di poetiche e culture molto diverse tra loro, coinvolgendo artisti affermati ed emergenti provenienti da paesi diversi, ai quali il mecenate italiano ha chiesto di realizzare un’opera, la cui unica restrizione è il formato: 10×12 cm. La mostra conduce i visitatori lungo un viaggio in Giappone, muovendosi dall’inizio dell’era atomica, con la collezione Hiroshima / Nagasaki, fino al presente, e immaginando il futuro, raccontando i molti modi in cui l’arte contemporanea giapponese interpreta il dialogo tra natura, tecnologia, tradizione e tempo. In quasi settant’anni, il Giappone è rinato economicamente e ha ricostruito un’intera società dalle ceneri lasciate dalla guerra.

Le diverse sfaccettature di un paese e la sensibilità del popolo che lo abita sono raccontate in un’esposizione che spazia della frenesia metropolitana e dall’esuberanza cromatica della cultura pop urbana, con tutto il fermento del contemporaneo, all’eleganza formale, meditata e lenta della cerimonia del tè; ai segni grafici e i tratti di calligrafia, frutto d’impegno e dedizione, fino alla pregnanza istantanea e senza tempo degli haiku. Elementi propri della tradizione giapponese accompagnano il visitatore nel percorso all’interno delle Gallerie, rivelando sottili legami tra vita, ritualità e temporalità. Accanto alle collezioni Imago Mundi, le installazioni di artisti ospiti rispondono al fluire della storia e riflettono cambiamenti più ampi che avvengono all’interno della società e che concorrono alla definizione dell’identità; preziosa a questo proposito la presenza in mostra della collezione Ainu, l’antico popolo che vive nel nord del Giappone. Dalle installazioni alla pittura, dal video, alla scultura fino alla performance, le diverse tecniche utilizzate fanno riflettere sui traumi collettivi, pongono interrogativi su questioni importanti per il paese e per l’ambiente, invitando l’osservatore a riflettere sulla relazione con il tempo, la natura e l’umanità, per immaginare soluzioni originali ai problemi di oggi e per un futuro migliore.

Fino al 4 novembre.
Info: www.fbsr.it

 

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