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Il coltello nella carne

Appena inaugurata a Milano e in programma per tutto il periodo estivo, fino al 9 settembre, Brasile, il coltello nella carne esposizione curata da Jacopo Crivelli Visconti e Diego Sileo e accolta al Pac, Padiglione d’arte contemporanea a Milano

L’obiettivo è quello di scattare una panoramica dell’arte d’avanguardia brasiliana attraverso la messa in scena delle opere più recenti di una trentina di artisti provenienti dal grande paese latinoamericano. La collettiva infatti raccoglie lavori di autori di diverse generazioni, attivi dagli anni ’70 in poi, che impiegano linguaggi e tecniche della contemporaneità, dall’installazione alla fotografia, dal video alla performance, proponendo di quest’ultima anche alcune azioni dal vivo, con Ana Mazzei e Regina Parra, Berna Reale e Maurício Ianês.

Il titolo è tratto da una pièce teatrale dello scrittore brasiliano Plínio Marcos (1935-1999), particolarmente attivo durante gli anni della dittatura militare brasiliana. La mostra si dichiara così, sin dall’inizio, in conflitto. Attraverso le molteplici discipline d’espressione buona parte degli artisti invitati al Pac fa riferimento a questo conflitto difficilmente riassumibile in parole e che si traduce raramente in scontri fisici o battaglie. Non è un conflitto bellico, bensì sociale e soprattutto, simbolico.

«L’attenzione principale – precisa Crivelli Visconti – è per quello che sta accadendo adesso, per gli artisti brasiliani che oggi permettono che il proprio lavoro sia contaminato da considerazioni ed eventi sociali e politici, in modo letterale e diretto oppure sublimato e poetico, la maniera con cui gli artisti delle generazioni precedenti hanno convissuto e gestito la dittatura e la censura è un esempio vivo e presente». Ancora una volta, quindi, l’arte diventa espressione del suo tempo e l’artista l’interprete diretto che con la propria sensibilità ed esperienza riesce a darne forma e sostanza.

Quello di questi autori è un linguaggio diretto, all’apparenza ingenuo, ma in realtà carico di messaggi che racconta di sogni frantumati e di aspettative deluse, ma anche di un popolo che sa conservare un sorprendente ottimismo e una grande fiducia nel futuro. E allora ecco tutti i nomi degli autori in mostra: Maria Thereza Alves; Sofia Borges; Bosqué Paloma; Jonathas de Andrade; Iole de Freitas; Daniel de Paula; Deyson Gilbert; Fernanda Gomes; Ivan Grilo; Carmela Gross; Tamar Guimarães; Maurício Ianês; Clara Ianni; Francesco João; André Komatsu; Runo Lagomarsino; José Leonilson; Ícaro Lira; Cinthia Marcelle; Ana Mazzei; Letícia Parente; Regina Parra; Vijai Patchineelam; Berna Reale; Celso Renato; Mauro Restiffe; Luiz Roque; Daniel Steegmann Mangrané; Tunga; Carlos Zilio.

Fino al 9 settembre; Pac, via Palestro 14, Milano; info: www.pacmilano.it

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