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Nuova app per l’arte contemporanea: Hi. Le opere le spiegano direttamente gli artisti

Le didascalie in basso a sinistra delle opere, quando ci sono, sono orami completamente superate. Fra le tante tecnologie che usano come supporto i cellulari e una rete internet, l’ultima venuta è Hi. Creata per la galleria di Washington DC, Hirshhorn, l’applicazione, che si scarica gratuitamente si chiama per esteso Hirshhorn Eye, Hie per gli amici. L’app è stata studiata per essere facile da utilizzare anche per chi non è pratico di questi strumenti; basta infatti collegarsi al sito hi.si.edu e avvicinarsi a una delle opere esposte nella galleria per cominciare a utilizzare il servizio. Per ogni lavoro infatti c’è una spiegazione accessibile solo grazie alla scansione digitale e al sito Hi, spiegazione che viene data dallo stesso artista che ha realizzato il quadro, la scultura o l’installazione. Sono già molti gli autori che hanno aderito al progetto, tra i tanti troviamo: Damien Hirst, Lorna Simpson, Olafur Eliasson, Annette Lemieux e Jeff Koons.

«L’arte contemporanea  –  dice Melissa Chiu, direttrice di Hirshhorn – a volte può sembrare intimidatoria. Volevamo innescare una connessione personale con l’arte, far incontrare gli artisti e ascoltare la loro visione, la loro mentalità, ciò che li ispira. Speriamo che le persone coglieranno la creatività radicale che sta alla base dell’arte. È qualcosa di molto di più della tradizionale didascalia museale». Info: https://hirshhorn.si.edu/hi/

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