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Post-hit project

Un misterioso progetto di street da un po’ di tempo lascia il segno a Firenze, tappezzando la città con i famigerati foglietti adesivi. È l’effetto Post-hit. Frasi ironiche, divertenti, critiche ma anche poetiche, appaiono su monumenti, cabine telefoniche, bancomat, campanelli, strappando un sorriso e invitando a una riflessione gli osservatori più attenti. Grazie ai messaggi assegnati agli oggetti, questi prendono vita, interagendo con il contesto in cui si trovano e con i passanti che vi ci si imbattono. Una vera e propria street art, comprensibile a tutti, con la quale si può interagire, seguendo i consigli, come ad esempio quello di chiamare la mamma almeno una volta al giorno, appiccicato su un telefono pubblico o come nel caso del cestino che ci implora di essere il suo Michael Jordan e centrarlo con la cartaccia, invece di gettarla a terra. Un’espressione artistica effimera, della quale per altro è già iniziata una sorta di collezionismo, con curiosi che percorrono le via di Firenze alla ricerca dei messaggi su sfondo giallo, come in una caccia al tesoro. Post-hit crea un’ulteriore interazione grazie alla caratteristica stacca-attacca dei post-it, che sfruttata dai più creativi svincola il messaggio dall’oggetto originariamente designato, per riferirsi a nuovi contenti con esiti efficaci e originali. Come nel caso di Keep your dream higher, che dalle scale di una passerella è finito sulla testata di un letto. Il fruitore non è più passivo, ma diviene parte della creazione artistica. Il progetto sta spopolando sui social, con hashtag dedicati e un profilo che funge da museo digitale, e conserva i messaggi che altrimenti sarebbero destinati a scomparire. Post-hit, ha il merito, nell’epoca in cui l’immagine vince su tutto, di ricordarci che in arte l’attenzione dovrebbe essere sempre posta sul messaggio più che sull’artista. Il movimento è destinato a crescere ed espandersi, sicuramente in Italia e perché no, magari anche nel mondo. Info: instagram.com/post.hit

 

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