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Studi aperti, American Academy

Il 7 giugno l’American Academy of Rome ha aperto ancora una volta la sue porte per gli Open Studios. Come ogni anno il pubblico ha avuto la possibilità di scoprire i luoghi dove gli artisti lavorano e di conoscere i vincitori del Rome Prize, un premio che dà la possibilità a un piccolo gruppo di artisti, dopo un processo di selezione, di passare del tempo in Italia per studiare l’arte e il dialogo interdisciplinare. I borsisti di architettura, architettura del paesaggio, arti visive e design, hanno presentato i loro lavori nel corso della serata, durante la quale è stato anche possibile ascoltare delle lecture in programma e assistere alle performance musicali messe in scena da studenti nello splendido cortile dell’accademia. Immersi nel mondo della creazione, i visitatori hanno avuto modo di assistere a Janus, una performance realizzata da Brandon Clifford in collaborazione con Federico Gardella, CEMEX Global R&D, Simone Conforti e Sean Gullette. Tema centrale dell’opera, indagato attraverso la creazione dell’oggetto e la rielaborazione del suono, la tensione che si produce tra l’anticipazione dell’esperienza e l’esperienza stessa.

Per quanto riguarda le arti visive Allen Frame, ad esempio, si è servito più di tutti dell’ambiente romano per sviluppare il suo lavoro utilizzando parchi e giardini romani per la sua fotografia. Il suo lavoro, di solito, indaga l’intimità delle case dei protagonisti e, facendo evolvere i personaggi in composizioni più complesse, Frame utilizza Roma per portare fuori i soggetti da un’inquadratura quasi cinematografica senza sacrificare il risultato finale del lavoro. L’artista accentua l’aspetto intimo catturando il rapporto tra il soggetto e la natura, e inserendo un lato autobiografico, visto che i soggetti fotografati sono amici o artisti o sue conoscenze. Tra gli altri artisti esposti Brandon Clifford e Keith Krumwiede (architettura); Jennifer Birkeland, Fosco Lucarelli, Jonathan Scelsa e Tricia Treacy (design); Aroussiak Gabrielian, Alison Hirsch e Rosetta Elkin (architettura del paesaggio); Sanford Biggers, Abigail DeVille, Rä di Martino, Alessandro Di Pietro, Rochelle Feinstein, Allen Frame e Beverly McIver (arti visive); Ishion Hutchinson e T. Geronimo Johnson (letteratura); e Suzanne Farrin, Ashley Fure e Federico Gardella (composizione musicale). Il percorso degli open studios rappresenta anche quest’anno un viaggio attraverso i sensi, immerso in momenti di dialogo con esperienze artistiche, dove la vista, l’udito ed il tatto sono messi in gioco.

Info: www.aarome.org

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