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Searching for myself through remote skins

Fino al 7 luglio la galleria Renata Fabbri ospita la mostra Searching for myself through remote skins, a cura di Bianca Baroni che riunisce il lavoro di nove artiste internazionali: Rebecca Ackroyd, Gabriele Beveridge, Bea Bonafini, Irene Fenara, Beatrice Gibson, Lydia Gifford, Goldschmied & Chiari e Catherine Parsonage. Il progetto si ispira al testo di Luce Irigaray, filosofa, psicoanalista, linguista femminista belga, Elogio del toccare, nel quale l’autrice spiega come il tatto non sia semplicemente funzionale all’incontro intimo con il prossimo, ma sia innanzitutto votato alla definizione della propria identità. Proprio su questo punto si incentra l’esposizione che, come suggerisce il titolo, vede il processo di individuazione della propria natura come un vero e proprio un percorso, interpretato in modo diverso dalle opere degli artisti coinvolti. Partendo da alcune delle proposizioni chiave che scandiscono il contributo teorico di Irigaray, l’esposizione propone un dialogo tra pratiche artistiche che, incarnando ricerche e linguaggi eterogenei, manifestano una sensibilità condivisa rispetto al concetto di intimità. Muovendosi così su diversi livelli concettuali e visivi, la mostra decostruisce e immagina l’idea di intimità attraverso una negoziazione fluida tra la realtà del corpo e la sua erotizzazione, tra immaginari artistici e popolari, tra dimensione pubblica e privata, tra narrative storiche e fantascientifiche, tra la definizione del se’ e la sua dissoluzione attraverso lo spazio digitale. Info: www.renatafabbri.it

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