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Media Art Festival

Se è vero da un lato che in questo XXI secolo abbiamo smesso di immaginare il futuro, dall’altro bisogna invece riconoscere che negli ultimi anni i nostri sogni futuristici si stanno risvegliando. Complice senza dubbio una maggiore consapevolezza nelle potenzialità della tecnologia che oggi lascia prefigurare, finalmente, un’uscita da quell’eterno presente in cui siamo intrappolati da tanto, troppo tempo. Se sia un futuro dei più rosei, questo non è dato saperlo. La fiducia dell’uomo nella tecnologia va di pari passo con un sentimento di incertezza che porta a prefigurazione scenari distopici e una serie di domande alle quali sembra impossibile trovare una risposta. The Great Convergence: Natural and Artificial Intelligence è la traccia della quarta edizione del Media Art Festival, rassegna annuale ospitata al Spazio Extra MAXXI dal 17 al 19 maggio, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale e diretta da Valentino Catricalà, che tocca proprio il tema della relazione tra l’uomo e la macchina ai nostri giorni. «È un tema – spiega Alfonso Molina, direttore artistico di Fondazione Mondo Digitale – su cui in questo momento storico è necessario concentrarsi. Non bisogna mai dimenticarci della parte umana della tecnologia». Al di là di progettazioni ingegneristiche complesse e strumenti tecnologici avanzati, la mostra è un’occasione infatti per riflettere su questioni quasi esistenziali. Chi siamo? Cosa ci aspetta? In cosa si trasformerà la nostra società?

A cercare di dare non una risposta, ma un’interpretazione del presente e del futuro, una serie di artisti internazionali che, in modi diversi, stanno orientando la loro ricerca sui temi della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Si va dell’opera progettata da Edward Kac per la stazione spaziale internazionale a gravità zero, all’indagine di Donato Piccolo sui limiti dell’uomo concretizzata attraverso un’installazione robotica complessa. Dal karaoke ambulante in realtà virtuale concepito da Ra di Martino alle mani robotizzate di Elena Gubanova & Ivan Govorkov che dialogano tra loro. E poi Leonardo Petrucci con il suo tappeto che riproduce il suolo di Marte e che grazie agli occhiali Moverio di Epson permette al pubblico una visita di 360 gradi sul pianeta rosso. La lista di artisti completa è possibile visualizzarla qui: www.mediaartfestival.org
«Mi piace pensare – spiega Massimo Pizzocri, AD di Epson, azienda che ha fornito gran parte della tecnologia presente in mostra – che la nostra tecnologia venga utilizzata dagli artisti come strumento creativo e di riflessione. Sono tante le domande sul futuro ed è giusto trovare possibili strade di interpretazione in ambiti diversi». Il Media Art Festival è un appuntamento perfetto per capire non solo quali sono le tecnologie più utilizzate negli ultimi anni ma anche per fare il punto sull’arte di oggi e vedere in che direzione sta andando la sperimentazione artistica. Oltre al fine espositivo, la manifestazione ha un intento profondamente didattico, che punta, attraverso workshop e laboratori, a coinvolgere gli studenti di diversi istituti italiani. «Tutto questo – racconta Mirta Michilli, direttrice generale di Fondazione Mondo Digitale – fa parte della mission della fondazione. Grazie alle opere degli artisti e al supporto degli sponsor della manifestazione è possibile comunicare al pubblico e ai giovani questa perfetta fusione di innovazione e creatività con un intento non solo dimostrativo ma anche educativo». 

Fino al 19 maggio, info: www.mediaartfestival.org

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