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REF: Between worlds

Come sempre una babele di lingue dentro la sede della fondazione Romaeuropa che ha ospitato la presentazione dell’omonimo festival; francese, inglese, tedesco e italiano, ça va sans dire, fra le sedie ordinate sotto il sole che passa dalle vetrate. E del resto non potrebbe essere altrimenti per questa storica manifestazione: con quel nome lì, e soprattutto con il titolo di questa nuova, la trentatreesima, edizione: Between worlds.

Sale sul palco per prima Monique Veaute, presidente della fondazione : «Abbiamo deciso – dice al microfono – di andare oltre l’Europa, andare a vedere quello che succede fuori». E gli fa eco il vice sindaco Luca Bergamo: «Il Romaeuropa festival è Roma mondo festival; lo era da un po’, ma ora lo è ancora di più, è sempre stato il progetto che ha esplorato quello che succedeva fuori, nel mondo». La parola poi passa al direttore generale della fondazione Fabio Grifasi che spiega punto per punto il programma. A cominciare dal titolo: « Between worlds non esorcizza le paure, le sentiamo, le sentono le nostre società piene di questi timori. Bisogna però incontrare mondi diversi, capirli, provare fare festa con loro. Festa dentro un festival: questa ci è sembrata l’urgenza».

Africa, Israele, Libano, Iran, Indocina, Vietnam, Pechino, Giappone, Argentina e New York sono solo alcune delle città e dei paesi fuori dall’Europa coinvolti in questa edizione che sviluppa un programma eterogeneo: teatro, danza, musica, performance e arte contemporanea. Prima di tutto le date: 19 settembre, 25 novembre; questa la parentesi internazionale della capitale divisa cin 19 location diverse fra teatri, musei e biblioteche. E poi le varie sezioni, sette: Storie, Visioni, Suoni, Anni luce, Dancing Days, Kids and Family e Digitalive.

Quest’ultima soprattutto, fra le tante, è la categoria che raccoglie l’arte contemporanea e in particolare quella legata con le nuove tecnologie. Cambia nome e da Digitalife passa a Digitalive, cambia anche la curatrice, quest’anno Federica Patti : «Una nuova sezione – spiega – pensata per unire le due anime del festival: teatro e digitale. In programma artisti italiani under 35, fra produzioni inedite, performance e tecnologia. Undici autori sparsi in 6 nazioni diverse, 4 giorni al Mattatoio con 5 anterprime e 3 nuove produzioni». Ecco i nomi che animeranno lo spazio testaccino dal 4 al 7 ottobre: Quiet Ensemble, Marco Donnarumma, Elisa Giardini Papa, Iocose, The cool couple, Kamilia Kard, Void, Polisonum, Andrea Familiari, Caterina Barbieri e Fuse.

Fra gli altri nomi in programma non possiamo non citare i None collective con il lavoro Genesi dal 27 settembre nella Sala santa Rita; Peter Brook con Marie-Helene Estienne il 20 ottobre al teatro Vittoria; l’ensemble Giorgio Bernasconi che suona il disco The Yellow Shark di Frank Zappa il 10 ottobre all’Auditorium e Arvo Part, stesso posto ma il 17 novembre. Un calendario importante, la buona notizia è che è già tutto online: buttateci un occhio.

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