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Miart guarda al presente

Mercato e qualità artistica molto spesso non vanno di pari passo. Se è vero il primo scopo di una fiera è quello commerciale, è anche vero che la maggior parte dei visitatori in una fiera cercano una mostra. Anche quest’anno Miart, sotto la direzione di Alessandro Rabottini è riuscita a trasmettere il buonsenso di un percorso espositivo equilibrato, forse senza grandi picchi, ma schivando abilmente ogni rischio di cadute di stile. I percorsi tematici, un po’ confusi, comunicano però bene l’eterogeneità di un presente, composto da sperimentazione e classicità, continuità con il passato e rotture. Il presente ha molte storie, d’altra parte questo era il tema di questa 23esima edizione, comunicato attraverso una campagna artistica, frutto della collaborazione tra il coreografo Alessandro Sciarroni, il duo di video-artisti Masbedo e la fotografa Alice Schillaci, riuniti sotto la direzione artistica di Mousse Agency. Uno sguardo sul presente diffuso con gli occhi di artisti e gallerie sempre più internazionali (il 41% della partecipazione totale), tra le quali, per la prima volta partecipano Thomas Dane Gallery (Londra – Napoli), Dvir Gallery (Tel Aviv – Bruxelles), Gagosian, Almine Rech (Parigi – Bruxelles – Londra – New York), Rodeo (Londra) e tante altre. Tra le italiane, invece, molte da Roma: Rolando Anselmi, Ex Elettrofonica, Emanuel Layr, Magazzino, Monitor, Federica Schiavo, T293, Studio Sales di Norberto Ruggieri, Z2o Sara Zanin.

Tanti i progetti importanti, sia nella sezione di design, che nelle gallerie d’arte moderna e contemporanea. Di queste ultime segnaliamo Reanata Fabbri, con dei bei lavori di Sophie Ko, la milanese Clima, la galerie Hussenot con le opere di Priscilla Tea e Ciprian Muresan, Ex_elettofonica e Studio Sales, Spazio Veda tra gli emergenti e Galleria Continua. Bei progetti anche quello dello stand dedicato a Carsten Holler da Massimo De Carlo, e Giulia Cenci per lo SpazioA di Pistoia e William Anastasi alla galleria Jocelyn Wolff di Parigi. Non a caso, quest’ultimo si è anche aggiudicato il premio Herno per il migliore allestimento, accompagnato dal Premio Fidenza Village per Generations al miglior dialogo tra le opere di due artisti appartenenti a generazioni diverse conferito alla coppia Lisetta Carmi (Martini & Ronchetti, Genova) e Birgit Megerle (Galerie Emanuel Layr, Vienna – Roma). Premio LCA per emergent alla migliore galleria emergente è andato invece a Sophie Tappeiner di Vienna, mentre Premio On Demand by Snaporazverein a un progetto futuro da realizzare ad Admire Kamudzengerere (Tyburn Gallery, Londra). Infine il Premio CEDIT per Object, sezione della fiera dedicata al design da collezione e curata da Hugo Macdonald, è andato all’opera Souvenir of the Last Century Stool 05 di Studio Nucleo, rappresentato da ammann//gallery di Colonia, che verrà donata alla collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano.

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