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Alexander Rodchenko, Revolution in photography

Una sete di conoscenza sembrava muovere l’operato di Alexander Rodchenko: come a spingere sempre oltre confine una tecnica, una rappresentazione per rompere contro l’estetica dominante. ”Il nostro dovere è sperimentare” ha scritto infatti l’autore nato come illustratore e grafico e poi noto in tutto il mondo per le sue rivoluzionare, appunto, fotografie. Distruggere la composizione classica, spostare l’obiettivo in posizioni allora inconcepibili: troppo in alto, troppo in basso, troppo vicino, troppo lontano; dove ogni troppo è la conferma di una volontà critica nei confronti dell’arte a lui contemporanea.

Sono 200 le fotografie del rivoluzionario che vengono mostrare a Palazzo Te di Mantova. Il percorso costruito dalla curatrice ciccio, cerca di rendere all’osservatore il percorso di Rodchenko e la sua continua volontà non solo di stupire ma soprattutto di allargare i confini della tecnica e quindi della visione umana sul mondo. Parallela a una ricerca estetica si muove anche il ragionamento sulla disciplina.  Introducendo infatti il pensiero concettuale e l’ideologia costruttivista, l’artista sovietico determina un cambiamento radicale del modo di concepire la natura della fotografia e il ruolo del fotografo: anziché mero riflesso della realtà, la fotografia diviene anche uno strumento per la rappresentazione visiva di costruzioni intellettuali dinamiche. 

Palazzo Te

viale Te 13Mantovahttp://www.centropalazzote.it

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