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Flux, le muse lituane a Roma

Flux

Il 2018 è un anno di grande importanza storica e culturale per la Lituania che proprio quest’anno festeggia il centenario della sua prima indipendenza dall’Impero russo, riconquistata poi stabilmente dal 1991. In tutta la Repubblica baltica si percepisce un grande trasporto per i festeggiamenti di uno dei passaggi più importanti per la costruzione dell’identità nazionale. Questa ricorrenza è stata accolta dai cittadini lituani con grande entusiasmo ed è celebrata attraverso la programmazione di una serie di eventi in tutto il Paese e all’estero. Partecipa ai festeggiamenti anche Roma, dove, dal 4 al 15 maggio, sarà presentato Flux: il festival lituano delle arti, una rassegna poliedrica e dinamica che permetterà al pubblico italiano di sperimentare le diverse produzioni artistiche e di incontrare la creatività della vivace scena baltica.

Il festival prende il nome da Fluxus, un gruppo internazionale e interdisciplinare di artisti, compositori, designer e poeti che ha preso forma negli anni ’60 e ’70. Il loro manifesto fu pubblicato nel 1963 dall’artista lituano e cofondatore del movimento Jurgis Mačiūnas, costretto a lasciare la Lituania occupata dal regime sovietico e partire esule verso l’Occidente nel 1944. La corrente storica e il festival non sono accomunati solo dal nome, ma anche dal carattere liquido della produzione, in continua evoluzione, un flusso, appunto, di vivace creatività, che sfocia in una molteplicità di elaborazioni. Flux, infatti, si compone di 12 giornate in cui i massimi talenti lituani riempiono il calendario culturale romano dando la possibilità al pubblico di apprezzare la varietà delle loro produzioni. Tra arte, musica, teatro, danza, performance, architettura e fotografia, dall’Auditorium Parco della Musica, al Maxxi, al Teatro Argentina, il festival si articola in mostre, concerti e spettacoli, in cui la rilettura dei classici e la sperimentazione si integrano nelle diverse forme dell’arte.

Flux

Artisti di diverse generazioni, affermati anche a livello internazionale, raccontano la scena contemporanea lituana, ognuno attraverso il proprio linguaggio creativo. Alcuni di questi talenti sono l’artista multimediale Deimantas Narkevičius, la direttrice d’orchestra Mirga Gražinytė-Tyla e la compositrice Justė Janulytė. Gli appassionati di Jazz possono ascoltare le sonorità di Vladimir Tarasov, Liudas Mockūnas e Eugenijus Kanevičius. A chi si interessa di teatro, poi, viene offerta una ricca varietà di creazioni drammaturgiche: dagli spettacoli del più conosciuto Eimuntas Nekrošius, all’espressività di Oskaras Koršunovas, fino alla produzione della giovanissima Kamilė Gudmonaitė. È anche possibile apprezzare un esempio del teatro di danza urbana della capitale, Vilnius, e dell’opera lirica moderna Buona Giornata!. Vengono soddisfatti anche gli appassionati di fotografia che possono seguire due mostre itineranti: Architecture of Optimism, Kaunas 1918-1940 e Vitas Luckus, Mimes.

A Roma quindi si potrà scoprire e apprezzare la varietà dell’arte lituana grazie a questa iniziativa prodotta dalla Fondazione Musica per Roma in sinergia con l’Istituto di cultura lituano. L’affermazione d’identità di una nazione affonda le radici proprio nelle sue espressioni culturali e quindi artistiche, grazie a Flux, quindi, il pubblico italiano avrà la possibilità di assistere a questo processo e a tutti i suoi sviluppi contemporanei. Conoscere la cultura di un popolo è importante per avvicinarsi alla sua storia, ancora di più lo è nel caso di una nazione che non ha avuto un trascorso semplice, come la Lituania. Un paese in cui, ancora oggi, si percepisce l’eco di una storia dolorosa, troppo recente per essere solo un ricordo, nel quale tuttavia si respira anche una forte volontà di lasciarsi alle spalle il passato, per potersi concentrare sul presente. La scena artistica che sarà presentata a Roma incarna il sentimento di riscatto di una società dinamica, giovane, ispirata e determinata che ha gli occhi saldamente puntati al proprio futuro.

info: www.auditorium.com 

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