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Il presente ha molte storie, parola di Miart. Un’anteprima della fiera milanese

Apre oggi alla stampa e domani al pubblico la 23esima edizione di Miart che fino al 15 aprile invade Milano. Per la seconda volta diretta da Alessandro Rabottini, Miart conferma il suo format facendo passi avanti verso l’internazionalità. Arriva infatti a 71 il numero delle gallerie straniere, provenienti da 19 paesi, e tra queste vi sono nomi del calibro di Gagosian, Peter Kilchmann (Zurigo) e Dvir Gallery (Tel Aviv). Tema di quest’anno è Il presente ha molte storie, che fornisce una visione dell’arte non univoca e aperta a una pluralità di visioni. Sette le sezioni, a partire da Established, la sezione principale che raccoglie 124 espositori divisi tra Contemporary e Master e da Emergent, sezione dedicata a gallerie internazionali focalizzate sulla ricerca delle giovani generazioni. Generations presenta 8 coppie di gallerie invitate a creare un dialogo tra le opere di due artisti appartenenti a generazioni diverse, presentando accostamenti inediti tra posizioni artistiche differenti. Decades propone un viaggio attraverso le decadi del XX secolo, mentre On Demand espone opere site- specific o interattive all’interno degli stand di alcune gallerie. Object, infine, è la sezione dedicata a una selezione di 14 gallerie che promuovono design sperimentale e in edizione limitata, arti decorative e pezzi storici da collezione. Si conferma inoltre l’importanza della comunicazione per la fiera che per la campagna di questa edizione propone una serie di immagini frutto della collaborazione tra il duo di video artisti Masbedo, il coreografo Alessandro Sciarroni e la fotografa Alice Schillaci (riuniti sotto la direzione di Mousse Agency). Info: www.miart.it

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