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Il senso del dolore

«Salve, Ricciardi. Che strano. Conoscere gli stati d’animo in qualcuno, anche i più riposti; percorrere le vie del suo pensiero ancora di più e meglio del proprio, avere perfetta cognizione dell’anima, del coraggio e delle paure, perfino dei sogni e degli incubi. Soprattutto degli incubi». Questa è la lettera che Maurizio de Giovanni scrive al commissario Ricciardi, personaggio di cui ha creato il soggetto, nell’introduzione del primo volume a fumetti della serie. Titolo dell’albo: Il senso del dolore – sceneggiatura di Claudio Falco, cover e disegni di Daniele Bigliardo – che Sergio Bonelli editore rende disponibile sia in libreria (edizione deluxe, 176 pagine, 19 euro) sia in edicola (formato da 160 pagine, 7.90 euro). A distanza di pochi mesi, la casa editrice milanese pubblica il secondo volume delle stagioni del commissario Ricciardi, La condanna del sangue, anche qui disponibile nella doppia versione (prezzo analogo).

Le prossime due storie saranno: Il posto di ognuno e Il giorno dei morti. Così, il celebre personaggio nato dalla penna di de Giovanni torna in azione – molto cerebrale, come sua consuetudine – con sceneggiatura di Sergio Brancato e disegni di Lucilla Stellato (cover di Bigliardo). Si tratta, dunque, della seconda avventura a fumetti che vede protagonista, nell’affascinate (e ottimamente ricostruita) Napoli degli anni Trenta, il tormentato commissario Ricciardi. La storia vede protagonista Carmela Calise, medium e usuraia misteriosamente trovata morta, nella primavera del 1931, dentro al rione Materdei. Un romanzo che de Giovanni evidenzia essere dedicato al ”cuore di madre” e nel quale emerge, lampante, una galleria intrisa di personaggi femminili. In merito alla mole di lavoro che c’è dietro La condanna del sangue, Brancato precisa «oltre due anni, a partire dall’idea di una versione a fumetti dei romanzi di Ricciardi, fino alla consegna della sceneggiatura. Un tempo necessario per capire quale fosse la strada migliore da prendere». Quindi lo sceneggiatore tratteggia (chi, meglio di lui) la figura dell’amico de Giovanni: «È protettivo verso le sue creazioni, segue tutte le fasi dei loro adattamenti per altri media. Con noi è stato esigente ma collaborativo». Quindi, parlando della scrittura di de Giovanni, Brancato sottolinea: «Maurizio scrive in modo rapsodico, alternando flussi di coscienza e azione serrata. Molto efficace, ma non è semplice da ricondurre al rigore del linguaggio fumettistico, far coesistere il gran numero di personaggi e le molte linee narrative nelle coordinate della tavola grafica».

L’esito, ad ogni modo, è notevole. Grazie anche al lavoro svolto da Stellato, che riferendosi alla collaborazione con Brancato ammette: «Con Sergio è nata un’ottima intesa. Mi ha lasciato massima libertà interpretativa della sceneggiatura e ho accettato volentieri le sue proposte. I nostri scambi di idee sono stati frequenti». In particolare, con i suoi disegni Stellato ha cercato – riuscendoci – di rendere quanto più possibile l’atmosfera noir, avvolgente e affascinante, del romanzo. «I coloristi sono stati bravi nel rispettare il mio lavoro. Nel caso della Condanna del sangue è stato scelto il verde come colore evocativo della primavera, la stagione in cui è ambientata la storia», conclude.

Info: www.sergiobonelli.it

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