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Dieter è morto

«Non dovete avere paura di chiedere aiuto». La quarta di copertina di Dieter è morto, graphic novel realizzato da Maurizio Furini, Federico Chemello e Agnese Innocente per Shockdom, è rivelatrice di una storia che si inserisce alla perfezione nell’attualità, affrontando una tematica molto delicata (e dove è facile banalizzare): il bullismo («più che del bullismo in senso stretto, legato alla scuola, ci premeva parlare del razzismo e – più in generale – del modo attraverso cui la società si rapporta alle persone identificate come ”diverse”», hanno specificato gli autori). Ma questo romanzo a fumetti (64 pagine, 15 euro), quarto volume della collana Timed, opta per un percorso originale, che è tipico della linea al quale appartiene: una cornice ”supereroistica” – nell’universo Timed vivono esseri umani che possiedono capacità e poteri particolari, con due caratteristiche fondamentali: il potere ha una durata limitata nel tempo e, quando finisce, l’umano muore – sulla quale Furini e Chemello (testi) e Innocente (disegni e colori) si inseriscono alla perfezione, raccontando la storia dell’adolescente Dieter, un ragazzino introverso con la grande passione per il gioco degli scacchi.

Accanto a lui ruotano, soprattutto, due personaggi: il diciottenne Niklas («un tipo riservato, suona il basso, gioca a scacchi, odia le stronzate e l’ipocrisia») e la sua migliore amica – nonché coetanea – Anneke, «una persona sensibile, che cerca sempre di trovare un lato positivo nelle cose». Tutti e tre frequentano lo stesso istituto, il liceo Waldorf di Berlino, fin quando l’ordinarietà si spezza: Dieter muore suicida lanciandosi dal tetto della scuola. Niklas, che lo conosceva, non riuscendo a comprendere le ragioni di questo gesto decide di ricorrere ai suoi poteri per indagare sulla vicenda. «Hai scoperto qualcosa di interessante?», chiede Anneke. «Ma niente, volvevo capire un po’ di cose su Dieter, su come lo vedevano i suoi compagni. Non un granché in realtà, qualcuno è dispiaciuto, ma alla maggior parte sembra non fregarne proprio niente», replica pensieroso Niklas, che nel corso della sua indagine scoprirà molto più di quanto avrebbe voluto.

Sfogliando le pagine di Dieter è morto, il rimando alla serie tv 13 reasons why può apparire scontato (un richiamo arriva anche da Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores). Ma tutto qui, perché rispetto alla produzione di Netflix – creata da Brian Yorkey e basata sul romanzo 13 di Jay Asher – decisamente più stereotipata, questo è un racconto fluido, meno freddo, una lettura che si potrebbe benissimo far conoscere nelle scuole (al pari di un’altra, precedente, pubblicazione targata Shockdom: Il vuoto intorno a Sandra). I testi di Furini e Chemello – due sceneggiatori che fanno parte del Dayjob Studio e di prassi lavorano insieme – e la narrazione per immagini di Innocente, classe 1994 («attualmente sta lavorando a un albo illustrato per bambini, alle illustrazioni per una serie di racconti e a una breve storia a fumetti in uscita») sono un vero e proprio invito per il lettore, e l’albo – contenuto a livello di foliazione – scorre bene, sensibilizzando su argomenti delicati. I fumetti servono anche a questo.

Info: www.shockdom.com

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