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È arrivato Inside Art 113

Una copertina da primo novecento russo apre il numero #113 di Inside Art. Sembra un’immagine costruttivista ma in realtà è un progetto firmato dal giovane francese Nelson Pernisco, che si intitola La terre des socles vides. Sospeso nel vuoto il monumento al primo presidente della Terza Repubblica francese, Marie Joseph Louis Adolphe Thiers, immortalato prima della sua distruzione (qui ve ne parliamo approfonditamente). È Pernisco ad aprire il primo sfoglio dedicato agli artisti con un’intervista in cui racconta la sua pratica artistica, nomade e fatta di collaborazioni, nate soprattutto intorno allo spazio sperimentale Le Wonder, a Parigi. Segue Emiliano Maggi, un artista completamente diverso, che fa della sua passione per la scenografia e il costume il centro della sua attività, trasposta in scultura e performance sonore. Al suono si dedica anche il collettivo Polisonum, che in otto pagine parlano del rapporto tra le loro installazioni e lo spazio circostante: «Quello tra spazio e suono è un binomio indissolubile», dicono i tre componenti che a SetUp Bologna hanno portato una rivisitazione di un minuetto di Mozart. Completamente diversa la ricerca di David Lascaris, artista che dal 15 fino al 29 marzo è in mostra a Fondamenta gallery, lo spazio romano di Inside Art a Monti Tiburtini. Giochi di trasparenze, luci e colori caratterizzano le sue opere, frutto dell’intreccio di diversi media. Campostabile, invece, è un duo nella vita e nell’arte che realizza installazioni geometriche in cui il confine tra bidimensione e tridimensione è molto labile. Un’altra coppia, quella di Tilo&Toni, chiude la sezione dedicata agli artisti. Il loro progetto Summer Collection occupa il portfolio di questo numero di Inside Art. Una serie fatta di immagini del quotidiano che, decontestualizzate, assumono un diverso significato.

Passiamo alle pagine centrali, dedicate, comme d’habitude, al Focus. Questa volta l’argomento di approfondimento tocca un tema d’attualità, la politica, intesa in senso lato. Attraverso interventi di importanti firme, come la filosofa e curatrice Ilaria Bussoni, abbiamo cercato di ripercorrere i legami tra le arti visive e la politica, analizzando anche i progetti di artisti che hanno esplorato questo binomio, da Michelangelo Pistoletto ad Andreco. Sempre nell’ambito di questa tematica, Adrian Paci, in un’intervista, ci parla delle migrazioni e del senso politico dell’arte, partendo dalla sua esperienza personale fino alle ultime elezioni in Italia. Infine un articolo, direttamente dalle pagine del New York Magazine, fa il punto sulle diverse reazioni del mondo dell’arte dopo quest’anno di Trump.

Segue al Focus, una parte dedicata ai personaggi. Primo Giacomo Costa, artista fiorentino conosciuto in tutto il mondo per le sue raffigurazioni che mescolano realtà e finzione. L’artista ha appena aperto una mostra alla nm>contemporary dal titolo Atmosfera zero. Sempre tra i personaggi troviamo i Quiet Ensemble, che chiamarli artisti è riduttivo. Esperti di audiovideo, scenografia e light design, fondono immagini e suono in peformance esplosive.
Nella sezione spazi, invece, presentiamo Palazzo Lancia, location dedicata al contemporaneo che a breve aprirà le porte a Torino per ospitare non soltanto progetti legati all’arte, ma anche attività culturali, corsi di alta formazione e convegni. Sempre nella stessa sezione, uno spazio che spazio non è. O almeno non fisico. Abbiamo infatti analizzato Instagram come piattaforma di autopromozione di grandi artisti come Damien Hirst, Nan Goldin e musei, come il Pompidou e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Che uso fanno del social network? Quali sono le potenzialità che Instagram offre?
Chiudiamo infine il numero con un grande evento, Manifesta Palermo, presentata attraverso le parole di uno dei suoi mediatori creativi, Ippolito Pestellini Laparelli, architetto dello studio OMA. L’appuntamento con la manifestazione è a giugno e nell’articolo vi regaliamo qualche anticipazione.

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