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Dopo l’oro, l’uncinetto

È durato solo un paio d’ore: il bagno del Guggenheim rivestito da un lavoro a maglia d’oro. New York: stessa città, stesso museo, stesso piano, stesso bagno del famoso America di Maurizio Cattelan. Questo autorizzato dall’istituzione statunitense e rimasto lì per un intero anno; quest’altro invece un intervento di guerriglia, rimasto ancora anonimo.

Il museo, sul sito del giornale Hyperallergetic, conferma: «Sì, c’è stato un intervento all’uncinetto che copriva il bagno della rampa 4. Il lavoro è stato subito rimosso: non ci sono stati danni. Il Guggenheim – chiude il portavoce del museo – non incoraggia interventi non autorizzati; tuttavia, siamo felici dal fatto che un visitatore sia stato così ispirato dall’installazione di Cattelan da crearne una propria».

Lo stesso sito ipotizza anche l’autore dell’intervento: Olek. L’artista è noto proprio per ricoprire strutture pubbliche, o meno, con lavori a maglia coloratissimi. Fra i suoi lavori più famosi sicuramente la nota scultura del toro di Wall Street totalmente ricoperta con l’uncinetto. Il toro di bronzo così, nel 2010, è diventato un mucca maculata di viola, rosa e verde.

Sembra quindi una lunga e infinita interpretazione dell’Orinatoio di Duchamp, ripreso prima, un secolo dopo, in chiave ironica da Cattelan: bagno in oro, 18 carati, totalmente funzionante; e poi, ora, un bagno in finto oro: inutilizzabile. Il primo legale e inserito nel mondo dell’arte contemporanea; il secondo fuori dall’autorizzazione del museo e quindi escluso dal mercato. Curiosità: a gennaio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto in prestito al museo un Van Gogh da mettere nella sua residenza alla Casa Bianca. Il Guggenheim gli ha proposto di mettersi nelle sue stanze il bagno d’oro di Cattelan. Trump forse starà  ancora pensando se è una presa in giro o se ne vale veramente la pena.

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