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Marcel Duchamp e John Cage giocano a scacchi; cinquant’anni fa

Cinquant’anni fa, Toronto; un centinaio di persone sono sedute sulle poltrone del Ryerson Theatre: Marcel Duchamp e John Cage giocano a scacchi, sul palco. Reunion è il titolo della performance messa in atto nella notte fra il 5 e il 6 marzo del 1968. Giocano una partita; è l’ultima apparizione pubblica di Duchamp che morirà pochi mesi dopo. Duchamp vince, anche se dà all’avversario il vantaggio di un pezzo giocando con un cavallo in meno. La scacchiera, come il piano preparato di Cage, è modificata: le 64 caselle hanno altrettante fotocellule sensibili allo spostamento; e ogni fotocellula è collegata a un sound-generating systems che risuona nel teatro composizioni di Gordon Mumma, David Behrman, David Tudor e Lowell Cross; quest’ultimo autore della scacchiera preparata.

Cage e Duchamp condividevano la passione per gli scacchi; è stato Cage a chiedere lezioni a Duchamp; il primo, più piccolo; il secondo, già artista riconosciuto: quando si sono incontrati a New York. Il francese era già un grande giocatore: gli scacchi sono stati parte della sua vita fin dall’adolescenza. Insomma, il risultato di quella partita non poteva che essere già scritto; e come ha detto una volta Duchamp: «Se non tutti gli artisti sono giocatori di scacchi, tutti i giocatori di scacchi sono artisti». Purtroppo dell’evento Reunion non è stato girato alcun video; rimane la registrazione della partita in vendita per poco più di sette mila euro, mentre Cross per il quarantesimo anniversario dell’evento ha scritto un documento che racconta la serata e la scacchiera modificata che lui stesso ha creato.

Durante lo stesso evento viene giocata anche una seconda partita: Cage contro Alexina Teeny, la seconda moglie di Duchamp, presente all’evento. ”Da ricordare  – ci scrive la Federazione Scacchistica Italiana – che  Cage partecipò anche alla trasmissione di Mike Bongiorno Lascia o Raddoppia: avrebbe voluto presentarsi per gli scacchi ma a Mike questo argomento non interessava, per cui Cage scelse i funghi”.

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