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Il Goethe Institut si apre all’arte contemporanea

Dal 15 febbraio ha aperto KunstRaum Goethe, il nuovo spazio interdisciplinare del Goethe-Institut di Roma in via Savoia. Qui, attraverso mostre e installazioni, ma anche performance, dibattiti e laboratori ci si interrogherà sui temi più sentiti della nostra attualità con lo scopo di stimolare la ricerca e il confronto tra artisti, ricercatori e cittadini. Il luogo è dedicato all’arte contemporanea in tutte le sue espressioni, dalle arti visive e digitali fino all’architettura e l’urbanistica. Lo scopo è quello di diventare per Roma un nuovo punto di incontro indipendente, un luogo aperto a nuove forme espressive, idee e contaminazioni. Per il 2018 KunstRaum Goethe sarà curato da Valentino Catricalà, con cui sono stati individuati tre temi di ricerca che connoteranno le mostre e le attività dello spazio: incertezza, equilibrio e tecnologia. 

Ad inaugurare KunstRaum Goethe è stata la mostra dal titolo Dell’abitare incerto (fino al 29 aprile), con le opere di Ulf Aminde, Andreas Lutz, Vittorio Messina.

Abitare – come scrive il curatore Catricalà – è un termine oggi che caratterizza la nostra situazione esistenziale contemporanea. Una condizione che coglie da una parte una riflessione filosofica generale sull’ontologia dell’essere e dall’altra può essere una chiave interpretativa della nostra situazione storico-sociale. Abitare è qui inteso non – o non solo – nella sua accezione di significato linguistico: il ”vivere in un luogo fisico”. Ma piuttosto nella sua accezione filosofica: quella che il filosofo tedesco Martin Heidegger sintetizzava con la frase: L’abitare è il modo in cui i mortali vivono sulla terra. Un modo caratterizzato come spazio di frontiera, un frammento di congiunzione fra due o più mondi dove la fisicità del luogo vive in un tempo quasi sospeso, come tensione di possibilità del nostro incerto abitare (la casa, la terra, il mondo)”.

 

 

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