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La donna secondo una donna. Romina Bassu l’ha raccontata a Studio Sales

Romina Bassu

Fino al 16 febbraio a Studio Sales di Norberto Ruggeri c’è la personale a Roma di Romina Bassu (nata a Roma, 1982, vive e lavora a Roma), dal titolo Male gaze. Una mostra che ha catturato l’attenzione del pubblico soprattutto per la riflessione sul tema della donna. Le opere che Romina Bassu ha presentato sono una selezione di acrilici e di acquerelli che riflettono sugli stereotipi che il male gaze ha saldamente costruito e che ancora oggi dominano, forse inconsapevolmente, il nostro immaginario collettivo. 

Nei suoi lavori si vedono stereotipi femminili opposti e stridenti: la madre apprensiva, la casalinga orgogliosa del suo talento nell’arte della stiratura, la giovane donna in cerca di marito, la ragazza desiderosa di piacere e di apparire bella, anzi, bellissima; tutti archetipi femminili modellati secondo le esigenze di una cultura maschile e di una società dei consumi che diamo ancora oggi per scontati e che Romina Bassu rappresenta in una versione ”alterata” dallo sguardo femminile.  

Da qui sono nati i suoi ritratti di donne eccessivamente euforiche, le pose forzate, gli accostamenti talvolta ironici e talvolta surreali che popolano le sue opere e che, come specchi, si riflettono le une nelle altre, deformando un immaginario precostituito, creando significati molteplici ed ambigui e lasciando un forte senso di sospensione in chi osserva.  

L’artista ha scelto uno specifico immaginario iconografico per la sua indagine pittorica, quello degli anni Cinquanta, ovvero l’epoca in cui lo sguardo maschile ha affondato le sue radici per poi diramarsi nel ventennio successivo e fino a oggi. Per anni Romina Bassu ha raccolto foto, locandine di film, vecchi rotocalchi e spot televisivi, creando un corposo campionario di immagini dal quale prende in prestito le atmosfere e le suggestioni in cui immerge i soggetti delle sue opere pittoriche, facendoli rivivere in una realtà storicamente collocata, ma al tempo stesso prepotentemente onirica. 

Alcuni lavori raffigurano parti del corpo femminile frammentato, mani atte a compiere gesti semplici, banali, ma estremamente femminilizzati e potenziati di un carica erotica molto più forte della rappresentazione del corpo intero. Quello di Romina Bassu è uno sguardo tutt’altro che ingenuo, è uno sguardo delicato, ma al tempo stesso irritante, che estremizza in modo distopico un mondo dominato dal male gaze.

Fino al 16 febbraio
Info: http://studiosales.it/male-gaze-di-romina-bassu/

 

 

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