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To keep at bay, la mostra di Madaro alla Galleria Bianconi

Ultimissimi giorni per visitare To keep at bay, in scena alla Galleria Bianconi di Milano fino a sabato 10 febbraio. Come nei precedenti capitoli firmati dall’abile curatore Lorenzo Madaro nella galleria milanese d’avanguardia, si assiste alla convivenza di una vera e propria commistione di opere che manifestano l’uso di materiali tanto dissimili da risultare, paradossalmente, perfetta comunione di un dialogo indisturbato. È proprio il tetto della galleria, infatti, a pacificare, accogliere, riunire, radunare le opere all’interno di un habitat inedito, che sia al contempo hortus conclusus di ciascuna e serena coralità dall’altra. Troppo spesso infatti, assistiamo ad accozzaglie aggrovigliate di molteplici opere autoreferenziali e retoriche, da cui più che mai la collettiva guidata da Madaro proverbialmente prende le distanze: To keep at bay significa, letteralmente, mantenere le distanze, quelle distanze che, al contempo, si creano tra le opere stesse, per l’uso di temi e materiali come medium differenti, ma anche e soprattutto, quelle divergenze come idiosincrasie che si manifestano nella realizzazione di ogni singola opera, nella storia e nel vissuto di ciascun artista, in relazione al costrutto che è archetipo della sua stessa opera.

Le opere in mostra non sono dunque soltanto isole monolitiche che si scrutano silenziose, ma anzi, si contrappongono senza sforzo esaltando massimamente le loro differenze: si passa, nella forma, dalla scultura di ascendenza minimalista alla dimensione scanzonata del gioco, dalla rappresentazione dell’immagine al suo azzeramento totale, si passa con facilità dall’ausilio della tecnologia alla pittura, a stratificazioni di materia. Le opere di Stefano Canto, Daniele D’Acquisto, Elena El Admar, Andrea Magaraggia, Luigi Massari e Davide Mancini Zanchi, tutti artisti nati tra la metà degli anni ’70 ed il decennio che li segue, rappresentano una contemporaneità ove le strade dell’arte sono destinate, come rette parallele, ad assottigliare le distanze senza mai scontrarsi.

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