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Trump chiede al Guggenheim in prestito un Van Gogh, il museo mette a disposizione un WC d’oro

La storia è andata così. I coniugi Trump hanno deciso di chiedere al Guggenheim di New York in prestito un dipinto di Vincent van Gogh per i loro alloggi privati. Una richiesta piuttosto comune da fare a un museo, alzi la mano chi non ha mai richiesto a un museo in prestito un’opera d’arte per arredare la propria casa sottraendola alla collettività. Anche al Guggenheim l’idea non è sembrata particolarmente appropriata, nonostante venisse dalla presidente degli USA. Come ogni istituzione che si rispetti, ha quindi risposto alla richiesta educatamente con un no ma proponendo al presidente e alla sua consorte Melania un’alternativa. Come riporta il Washington Post Nancy Spector, curatrice del museo, avrebbe comunicato in sostituzione la disponibilità di America, il gabinetto d’oro di Maurizio Cattelan. Niente Landscape with snow, quindi, dipinto di Van Gogh datato 1888 ma un lavoro dalle sembianze completamente diverse. Come forse molti ricorderanno, il water era stato oggetto di dibattito due anni fa e alla fine era stato installato in un bagno pubblico al quinto piano del museo a disposizione dei visitatori. Il gabinetto, in oro massiccio da 18 carati e completamente funzionante, è una critica all’eccesso di ricchezza del paese. Pur non volendo essere dei malpensanti, sembra evidente l’ironia celata dietro la proposta della curatrice. Spector ha anche sottolineato l’importanza dell’opera: ”È estremamente preziosa e alquanto fragile, ma forniremo tutte le istruzioni per la sua installazione e cura”. La Casa Bianca non ha ancora risposto alle richieste in merito ma è certo che la vicenda non si è ancora conclusa. Siamo curiosi di sapere se Trump accetterà. Si tratta pur sempre un’installazione di Cattelan.

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