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Arte e letteratura a Spazio Cima con la personale di Chiara Montenero, Raccontamenti 2

Una lunga tradizione lega l’arte e la letteratura, dai manoscritti miniati fino ai romanzi illustrati da Picasso, la parola e l’immagine si uniscono nel tentativo di trovare qualcosa che da soli non potrebbero mai raggiungere. Lo sa bene Chiara Montenero che espone dal 10 gennaio fino al 2 febbraio, nello spazio Cima, i suoi lavori che prendono proprio ispirazione da poesie e da romanzi. ”C’è un rigore e una pulizia in quel quadrato – dichiara Irene Niosi, curatrice della mostra – ”anima igienica” diceva Lorca a proposito di Dalì. Certo è che ci pone un dubbio. Forse quel quadrato non è altro che un cuore troppo grande, il cuore deformato di Chiara: un cuore colmo d’amore”. Poche forme e pochi colori definiscono i lavori della Montenero che a volte sembrano ispirarsi ai maestri dell’arte brut e altre volte sono più simili a quella lunga coda dell’astrattismo che ha invaso l’Europa dal secondo dopoguerra. A unire le varie opere è sicuramente la necessità di una forte presenza materica che si esprime per accumulazione cromatiche e per inserimenti oggettuali all’interno del bianco quadrato. Ma l’ispirazione più forte rimane la parola: Moby Dick di Melville, Canto di Natale di Dickens, Odissea di Omero, Ossi di Seppia di Montale, Cime Tempestose e Notti Bianche sono solo alcuni degli scritti interpretati dalla Montenero nella sua personale, Raccontamenti 2,  a spazio Cima. Info: www.spaziocima.it

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