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Ecco in esclusiva i dettagli del progetto Macro asilo di Giorgio de Finis

Le MACRO feste di Natale sono finite. Per ora. E invece di essere celebrate con gioia e letizia, invece di portare unione e serenità, dalle parti di via Nizza si sono sentiti, con anticipo, i botti di Capodanno. La nomina di Giorgio de Finis alla direzione del Macro (qui la nostra video intervista al neo direttore) ha dato uno scossone alla assopita scena contemporanea romana. Una ventata di vitalità, effettivamente, ci mancava. Il 2018 si apre con i riflettori puntati sul museo romano, anche se per vedere il battesimo del nuovo corso dovremo aspettare ottobre, al termine della tanto declamata mostra sui Pink Floyd. Intanto facciamo un po’ di chiarezza sui dettagli del progetto Macro asilo. Vi sveliamo il progetto integrale che proietterà il Macro in una dimensione nuova e inedita, fino a farlo diventare, forse, un modello. Ecco qui il pdf.

Ma perché questo disegno è così contestato? Come mai de Finis, per anni considerato un innovatore e amabile anticonformista, adesso è diventato improvvisamente così inviso al sistema dell’arte? Esattamente perché ha ”osato” mettere in discussione alcuni paradigmi: il ruolo del curatore, il concetto di museo, la figura dell’artista. Come tutte le novità, questo esperimento antropologico spaventa e intimorisce, è del tutto naturale e comprensibile. Ma è assolutamente benvenuta qualunque istituzione che ci aiuti a vedere le cose in un altro modo. E se è vero, come ha detto Cristiana Collu, direttrice visionaria della Galleria Nazionale, che la rivoluzione del nostro tempo è la partecipazione, allora abbiamo fiducia che la storia darà ragione a questo progetto.

 

 

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