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Fornasetti a Palazzo Altemps

Palazzo Altemps celebra il suo ventennale all’apertura al pubblico e lo fa con una grande mostra dedicata al genio di Piero Fornasetti. Un dialogo divertente tra l’arte classica e il design funzionale. Cosa hanno in comune le collezioni di un Museo di arte antica e gli oggetti disegnati da Piero Fornasetti? La cultura, la memoria, le infinite narrazioni e la poesia. Anche questa è l’essenza della mostra Citazioni pratiche, a cura di Silvana Annichiarico e Alessandra Capodiferro inaugurata Sabato 16 Dicembre a Roma che ospita nelle stanze, nei cortili e nel teatro di Palazzo Altemps le incursioni artistiche di oltre ottocento pezzi dell’Atelier Fornasetti, dagli anni Trenta a oggi. In un’atmosfera al contempo ironica e sognante, con la città chiusa dietro il maestoso portone, gli oggetti di Piero Fornasetti sembrano trovare una seconda casa dopo un lungo viaggio, come se il genio del designer in persona avesse visitato il palazzo e deciso di posizionarli per stuzzicare l’attenzione del pubblico, trascinarlo all’interno oltre quel portone. E in effetti lo ha fatto, attraverso il suo successore Barnaba Fornasetti, direttore creativo ed unico erede del marchio, dell’estro e della tradizione di famiglia, che ha progettato con Valeria Manzi un intervento espositivo all’insegna del confronto ironico e a tratti spiazzante tra antico, moderno e contemporaneo.

Il percorso di mostra si apre en plein air e si snoda senza un ordine prestabilito, un invito a cercare i paraventi, le stoviglie, gli accessori di uso quotidiano resi sublimi dal designer milanese dentro una grande casa aperta. Palazzo Altemps diventa teatro di un dialogo continuo che esalta i rimandi tra design e collezione permanente, con richiami e accostamenti costruiti senza schemi, la cui lettura è affidata all’immaginazione del visitatore. Dal popolare al teatrale, Fornasetti costruisce nuovi scenari nelle sale di Palazzo Altemps. Così la Sala della Torre con i resti di antichi scavi diventa teatro di un gattile, omaggio a Roma, in cui sculture feline colorate fanno capolino da tutti gli angoli mentre qualche stanza dopo, i disegni dei corpi di “Follia Pratica” aggrovigliati su un fondale alto sei metri presentano il furore del Galata suicida.

Grazie a Fornasetti e all’iniziativa del Museo, Palazzo Altemps è teatro di gioco oltre che teatro del bello, wunderkammern aperta capace di smuovere la curiosità e stuzzicare un rinnovato interesse in chi ama riscoprire il fascino dei palazzi antichi e delle loro collezioni, ma anche in chi pensa che esse racchiudano solamente opere impolverate non più capaci di dialogare con il tempo in cui viviamo. Citando Sottsass «un oggetto di Fornasetti ha il potere di cambiare le vibrazioni di un luogo» un’operazione perfettamente riuscita, perché riscoprire Palazzo Altemps e percorrere le sue sale in lungo e largo a caccia degli oggetti magici di Fornasetti fa tornare bambini, perdendosi in una grande casa dove ogni arredo, ogni accessorio, fa vibrare i luoghi di stupore e meraviglia. Alla scoperta di un mondo magico di personaggi, forme e colori in cui perdersi e sognare.

 

  

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