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Unexpected Ethiopia

Il trend del mercato dell’arte contemporanea Africana è uno degli argomenti affrontati nel corso del seminario Unexpected Ethiopia: opportunità legate all’arte, all’energia e alla logistica che si è tenuto presso lo studio legale BonelliErede lo scorso 12 dicembre con la partecipazione di Sua Eccellenza Zenebu Tadesse Woldetsadik, Ambasciatrice di Etiopia per l’Italia, Sua Eccellenza Giuseppe Mistretta, già Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica federale democratica dell’Etiopia e ora Direttore degli Affari Africani della DGMO del Ministero degli affari esteri e Dr.Tameru Wondm Agegnehu. Nel corso del seminario, moderato da Gianpiero Succi, Partner di BonelliErede, Head of Ethiopia and East & South Africa practice e co-head dell’African practice insieme a Gianfranco Veneziano, Silvia Stabile, membro del Focus Team Arte e beni culturali di BonelliErede, ha introdotto il tema dell’arte moderna e contemporanea in Africa con un focus specifico su artisti emergenti, gallerie e musei, e iniziative a favore del settore in Etiopia, mentre il prof. Manlio Frigo, membro del Focus Team Arte e beni culturali di BonelliErede, ha approfondito la legislazione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale immateriale anche del continente africano.

L’Etiopia è un mercato maturo e pronto ad affrontare una crescita estesa, grazie a nuove opportunità di investimento e forte di una stabilità macroeconomica già raggiunta. Il Governo Etiope ha dimostrato un forte impegno nei confronti del settore privato, contribuendo a spianare la strada al progresso economico del paese. E l’arte è un segmento interessante di crescita; basti pensare ai dati pubblicati nell’Art & Finance Report 2017 di Deloitte / ArtTactic: le vendite in asta di arte moderna e contemporanea africana si è assestato a + 12% (2015/2016): nel 2016, Bonhams ha organizzato ben due aste di arte africana (Bonhams Africa Now) che hanno totalizzato US$2.8 milioni, + 11,6% rispetto al 2015. Londra consolida inoltre la sua posizione di leadership del mercato con un totale di vendite pari a US$ 4.3 milioni nel 2016 (+12,5% rispetto al 2015) con Bonhams che controlla il 65% del mercato su quella piazza. Sotheby’s entra nel mercato a maggio del 2017 con la sua prima asta di arte contemporanea africana che totalizza US$ 3.61 milioni. Seguono Phillips e Christie’s. Prospettive più che positive per i prossimi 12 mesi con una forte crescita unitamente a iniziative internazionali che facilitano il posizionamento di artisti africani sul mercato come 1:54 Contemporary African Art (Londra), Addis Foto Fest (Addis Abeba), AKKA (Parigi), Johannesburg Art Fair (Sud Africa), l’Armory Show (NY) e non da ultimo la 57a Biennale di Venezia che ha visto la partecipazione di molti Stati del continente africano. Anche il collezionismo fa pensare bene: mentre in Africa il collezionismo si concentra nelle mani di pochi UHNWI (specialmente Nigeria e Sud Africa) e in corporate collections, fuori dal continente africano le collezioni d’arte contemporanea africana sono detenute per la maggior parte da musei (MoMA) e importanti collezioni bancarie. Addis Abeba è un importante centro che sta vivendo un momento di grande spinta verso l’arte con artisti etiopi presenti sulla scena internazionale (Dawit Abebe, Ephrem Solomon), l’apertura di musei del futuro (ZCAC Museum/Zoma Contemporary Art Centre) e gallerie d’arte contemporanea (Asni Art Gallery, LeLa Art Gallery e Addis Fine Art). Il diritto segue il passo del mercato e ne è testimonianza il congresso internazionale sul diritto di seguito dello scorso 28 aprile presso WIPO a Ginevra: più di 200 delegati da tutto il mondo, con 80 paesi in cui il diritto di seguito è riconosciuto a favore di artisti delle arti visive che beneficiano del successo delle loro opere. La forte presenza di delegazioni del continente africano (Congo e Senegal) ha testimoniato l’importanza della promozione dei diritti degli artisti come primo traguardo nella prospettiva di crescita del mercato e dello sviluppo economico in Africa. Tuttavia ancora molto c’è da fare: il diritto di seguito è previsto solo dalla legislazione di due paesi africani (Burkina Faso e Senegal; in Kenya se ne discute dal 2016), mentre in Sud Africa è stato introdotto su base volontaria nel 2016 da Aspire Art Auction, ispirandosi al modello dell’Unione europea.

Sul piano culturale il rilievo dell’Etiopia nel contesto africano e mondiale è inoltre testimoniato dal numero e dalla qualità di iscrizioni sia di siti culturali nella Lista del patrimonio mondiale previsto dalla Convenzione UNESCO del 1972 sulla protezione del patrimonio culturale e naturale, sia di pratiche, rituali e conoscenze nella Lista del patrimonio culturale immateriale, di cui alla Convenzione UNESCO del 2003 sulla protezione del patrimonio culturale immateriale. In entrambi i casi l’iscrizione nella Lista comporta non solo un’attenzione particolare a livello internazionale, ma altresì il controllo e il sostegno anche finanziario dell’UNESCO per consentire la preservazione e la trasmissione di tali testimonianze di civiltà. Con particolare riguardo al patrimonio immateriale – si ricorderà che pochi giorni fa il Comitato intergovernativo dell’UNESCO ha accolto nella Lista, per l’Italia, l’“Arte del pizzaiuolo napoletano” – si deve almeno ricordare, tra gli altri, l’inclusione nella Lista, per l’Etiopia, del “Gada system”, consistente in un complesso di pratiche tradizionali di vera e propria governance sociale che viene tramandata da almeno 500 anni in seno alla popolazione Oromo, con riguardo alle attività politiche, economiche, sociali e religiose di quella comunità. Il sistema include anche meccanismi di soluzione delle controversie e di amministrazione della giustizia basati non solo sul primato della legge e sull’uguaglianza di tutti i membri della collettività davanti ad essa, ma anche sull’uguaglianza di opportunità di accesso alla funzione pubblica in base a criteri di merito. In quanto tale si tratta senza dubbio di una testimonianza culturale e di un insegnamento che dall’Africa non può non servire da modello anche per altre culture e, come tale, deve essere conservata e tramandata.

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