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Le nuove vesti del Mediolanum Garden

«Quando siamo entrati nello spazio, appena messo a nudo, siamo rimasti folgorati dall’elemento centrale che sosteneva la copertura. Inutile cercare di integrarlo: non ci saremmo mai riusciti, la sua presenza è monumentale e potente. E di questa potenza volevamo estrapolare e rendere tangibili gli elementi più positivi». Con queste parole Claudia Campone, fondatrice dello studio Thirtyone Design + Management racconta la genesi del progetto di ristrutturazione che ha ideato e realizzato all’interno del complesso dirigenziale di Mediolanum Garden. Alle porte di Milano, nello spazio di ristorazione aziendale che coniuga comfort e gusto, all’interno di un particolare edificio a forma di pagoda troneggia un imponente albero giallo alto 14 metri, definito dalla stessa designer come il suo progetto più stravagante. «Mi sono sentita stravagante – ha spiegato – nel proporlo a una platea di clienti abituati a soluzioni conservative e tradizionali. La sfida è stata duplice: convincere un cliente dell’universo bancario a fare una follia e ingegnerizzare un’opera mastodontica. Ci è stata concessa molta fiducia e il risultato parla da sé».

In un momento di grande riscoperta della natura e del mondo vegetale, lo studio Thirtyone, nato nel 2015 con base a Roma e clienti in tutta Europa, ha voluto “vegetalizzare” un elemento strutturale e tecnologicamente avanzato. La struttura centrale in lamellare appariva, agli occhi della Campone, come la promessa di un albero: il tronco, i rami e l’accenno di superfici che richiamavano il fogliame erano già lì, si trattava solo di farli emergere. La presenza dell’albero è, inoltre, in totale rottura cromatica con il progetto del ristorante curato da Habarchitettura, ma allo stesso tempo ne rappresenta la sublimazione, insinuandosi nell’area superiore che sovrasta i 1.000 mq dello spazio. Un albero astratto, quindi, dalle forme geometriche e dalle linee spezzate: volutamente lontano dalle curve vegetali e dalle linee organiche della natura. Il colore, sui toni del giallo acido, allontanano ulteriormente questa presenza dal rischio di scimmiottare la natura o di proporne una brutta copia. La ramificazione è stata realizzata con travi in alluminio incamiciato in mdf ignifugo. Ogni ramo-trave è agganciato al tronco e alla copertura con delle piastre snodabili che permettono una flessibilità totale in fase di posa. La funzione delle foglie, principalmente estetica, è legittimata dalle loro proprietà di fono-assorbenza e illuminazione.

«Mi piace pensare – specifica la designer che prima di mettersi in proprio, all’età di trentuno anni, ha lavorato nello store planning dell’azienda del lusso gruppo LVMH e che ha debuttato al Fuorisalone di Milano lo scorso anno con il brand di A-latere Collateral Design – che Thirtyone, a differenza di uno studio di architettura o di grafica, sia una realtà multidisciplinare in cui grafici, architetti e designer lavorano in team con scenografi, falegnami e artigiani. L’obiettivo è trovare una soluzione creativa per ogni progetto: che sia interior residenziale oppure retail, graphic design o pura installazione artistica. Il tutto con una forte attenzione all’aspetto sempre più importante del project management, ovvero quella competenza che ci consente di realizzare davvero quello che immaginiamo. E di realizzarlo nei tempi e nei costi condivisi con i nostri clienti». Una sfida importante che una giovane designer porta avanti ogni giorno grazie al potere dell’immaginazione e alla peculiarità della propria visione artistica.

Info: www.thirtyonedesign.it

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