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La mummia

«Mi sembrava una persona per bene. Si è avvicinato sorridendo, mi ha chiesto il nome. Poi ha messo la mano in tasca, ha tirato fuori una lama e mi ha ferita. Allora l’ho colpito con la mia borsetta». La deposizione di una prostituta a un ispettore di polizia può rimandare, nell’immaginario collettivo, agli efferati delitti di Jack lo squartatore nella Londra ottocentesca. Ma in questo caso le dichiarazioni sono quelle rilasciate all’ispettore Coke, l’unico personaggio di cui Dino Battaglia – ritenuto, a ragione, uno dei maggiore autori italiani di fumetto, è morto a Milano nel 1983 – abbia disegnato più storie, come quella pubblicata nei numeri dall’8 al 10 della rivista Alter alter, nel 1983, ed ora riedita dalla Nicola Pesce editore.

La mummia (96 pagine, 16.90 euro) è un volume – cartonato in bianco e nero – che gli appassionati del genere aspettavano da tempo. Si tratta, con ogni probabilità, del fumetto più noto di Battaglia (veneziano, classe 1923, si deve a lui, tra i tanti meriti, quello di essere stato il primo italiano a conquistare, nel 1975, il premio di miglior disegnatore straniero al festival di Angoulême, in Francia). Si tratta di un’opera che ha fatto scuola per la stragande maggioranza dei disegnatori attuali (basta pensare che le sue inquadtrature sono state citate centinaia di volte, sia dal fumetto (su tutti, il Dylan Dog di Corrado Roi della Sergio Bonelli editore) sia dal cinema.

Gli amanti del graphic novel From hell (1989) scritto da Alan Moore e disegnato da Eddie Campbell – che ha ispirato, nel 2001, il film di Allen e Albert Hughes La vera storia di Jack lo squartatore – non hanno scuse: La mummia è un libro che devono avere, anche per rivivere certe atmosfere (la capitale inglese notturna e nebulosa è un must). Le vicende hanno luogo nella Londra dei primi anni del ventesimo secolo. Il già citato ispettore Coke di Scotland Yard viene chiamato a indagare su una serie di terribili delitti compiuti ai danni di alcune prostitute («un’altra, la quinta vittima in un mese. E nessuna di loro che abbia saputo descrivere in qualche modo l’aggressore. Vediamo ora se mi riesce di trovare qualche indizio»). L’omicida? È conosciuto con l’enigmatico soprannome di Sfregiatore; ai delitti delle prostitute, però, si aggiungono ben presto altre morti assai sospette, ancora più misteriose e inquietanti: le vittime, in questi casi, vengono trovate completamente dissanguate.

Ed ecco fare capolino la figura della terrificante salma egizia, che sul grande schermo è stata interpretata da Bors Karloff nel fim diretto da Karl Freund nel 1932. «Il volume che state stringendo tra le mani compone, insieme alle precedenti antologie Edgar Allan Poe e Lovecraft e altre storie, una trilogia ideale che permette sin da subito di cogliere l’eccezionale affinità di spiriti che lega Battaglia ai maggiori rappresentanti del canone ottocentesco», scrive Davide Carnevale introducendo l’opera. Elegante ed inquietante, il racconto a fumetti realizzato dal maestro veneziano è denso di citazioni letterarie: da Robert Louis Stevenson ad Arthur Conan Doyle fino a Bram Stoker. Godersi soltanto la lettura, in casi come questi, è quasi un affronto.

Info: www.edizioninpe.it

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