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L’arte protagonista alla seconda edizione del Festival per la Terra

Dal 9 al 10 novembre il prestigioso Museo Oceanografico del Principato di Monaco ha ospitato la seconda edizione del Festival per la Terra, un contenitore internazionale all’interno del quale studiosi autorevoli e pluri-premiati, ricercatori, creativi e attivisti ambientali provenienti da tutto il mondo hanno discusso nuovi modelli possibili per vivere in maniera sostenibile la nostra Terra. Il Festival, che intende proporre al grande pubblico possibilità di trasformazioni, riflessioni e modalità alternative per riformulare le questioni ambientali, ha contato anche quest’anno non solo sul contributo di scienziati, economisti ed imprenditori con nuove idee per utilizzare in maniera più sostenibile le risorse del pianeta, ma anche di specialisti della comunicazione che lavorano per aumentare la consapevolezza del grande pubblico sulle problematiche del cambiamento climatico.

L’edizione 2017 ha rispettato anche il carattere di avanguardia del Festival, che risiede nel suo essere un progetto artistico per la trasformazione sociale come pensato dalla sua ideatrice e curatrice, Maria Rebecca Ballestra. Nel corso di un evento speciale dedicato al tema dell’acqua è stato proiettato un video-messaggio del pluripremiato musicista e artista giapponese Ryuichi Sakamoto ed è stata presentata un’installazione dell’artista italiano Giuseppe La Spada. I contributi artistici al Festival 2017 hanno incluso inoltre la proiezione del film Amazonia scritto dall’ecologista e poeta britannico Mario Petrucci e del video-documentario Iriria-Nina Tierra dell’italiano Carmelo Camilli.

I relatori dell’edizione 2017 hanno proseguito nella ricerca di nuovi approcci ed idee per la soluzione del emergenze ambientali, riprendendo il filo del dibattito della prima edizione del Festival, tenutosi lo scorso anno a Venezia presso l’Università Ca’ Foscari. 

Nell’ambito del Festival la galleria Natoli & Mascarenhas di Monaco ha presentato una selezione dei lavori di Maria Rebecca Ballestra tratta dalla serie Echoes from the void ispirata dai dieci più grandi deserti della Terra. Le opere, in un dialogo ideale con i temi trattati dal Festival, sono state ospitate nella sala conferenze del Museo insieme a una selezione di fotografie dell’artista Giuseppe La Spada sul tema della relazione tra l’uomo e l’elemento acqua.

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