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La National Gallery ospita una mostra dedicata alla pratica del bianco e nero

Immaginate un mondo dell’arte senza colori, un quadro o una scultura, la vedreste diversamente? Questa la domanda che lancia la National gallery di Londra con la mostra aperta fino al 18 febbraio e intitolata significativamente Monochrome: Painting in Black and White. Una selezione di una cinquantina di lavori dal medioevo fino al contemporaneo esplora una pratica artista diffusa ma poco conosciuta. Curata da Lelia Packer e Jennifer Sliwka l’esposizione raccoglie grandi nomi della storia dell’arte da Jan van Eyck, Albrecht Dürer, Rembrandt van Rij e Jean-Auguste-Dominique Ingres per arrivare alla grande stanza monocroma realizzata da Olafur Eliasson. «I pittori – dicono le curatrici – riducono la loro paletta di colori per varie ragioni, ma soprattutto per focalizzare l’attenzione dell’osservatore su un determinato particolare, concetto o tecnica. È una pratica molto libera, esterna dalla complessità legata ai colori con la quale è facile sperimentare la forma e il significato simbolico». Info: www.nationalgallery.org.uk/whats-on/monochrome-painting-in-black-and-white

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