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Wunderkammern a Berlino

Meravigliare è l’obiettivo di Thomas Olbricht, collezionista tedesco che nel 2010 decide di aprire la sua collezione privata al grande pubblico, inaugurando nel cuore artistico di Berlino me collectors room, con l’obiettivo primo di esporre le sue opere d’arte, nonché di stimolare la collaborazione tra collezionisti privati. Professore di medicina interna ed endocrinologia, Olbricht comincia collezionando francobolli, stampe, modellini di automobili, estendendo presto il suo interesse verso ogni tipo di oggetto e opera d’arte che in qualche modo attiri la sua attenzione, muovendosi soprattutto nel mondo dell’arte contemporanea. Quando, a un certo punto, l’attenzione del collezionista comincia a concentrarsi su oggetti e opere d’arte risalenti al periodo rinascimentale e barocco, nasce una vera e propria Wunderkammer contemporanea.

Tipiche del barocco del rinascimento, le Wunderkammern erano stanze delle meraviglie, affollate da preziosi oggetti d’arte, rare creazioni naturali, strumenti scientifici, oggetti provenienti da ogni parte del mondo. Nate come collezioni private, destarono presto l’interesse di un pubblico sempre più vasto, fino a divenire meta di un gran numero di artisti. Si trattava di ambienti che lasciavano di stucco, affascinavano, incuriosivano, proiettavano il visitatore in un universo personale dal carattere quasi enciclopedico.

Il gabinetto delle meraviglie, posto al piano superiore di Me collectors room accoglie lo spettatore con l’unicorno di un narvalo, cetaceo tipico del mare Artico, con un corno identico al corno del mitologico unicorno. Nella vetrina appena più in là, il visitatore si ritrova immerso nel mondo dell’anatomia, dove piccolissimi modellini in avorio riproducono minuziosamente corpi di donne incinte. L’avorio lo ritroviamo costantemente, nella riproduzione di scheletri umani e sirene, in teschi di diverse dimensioni, sparsi un po’ ovunque. Ma anche pietre, immagini religiose e bacheche piene di ampolline e pietre preziose, animali imbalsamati e strumenti scientifici che narrano una storia, interpretabile a seconda del bagaglio culturale e della creatività di chi la osserva.

Scopo dell’intera operazione è poter mostrare qualcosa che il visitatore non ha mai visto, qualcosa che stimola la sua curiosità e immaginazione. La Wunderkammer è una piccola parte della collezione del signor Olbricht, che conta opere da inizio XVI secolo fino ai giorni nostri, composta di oggetti rari, affiancati a opere d’arte dal valore indiscusso. È così che ad esempio Gerhard Richter si affianca a Tomoko Nagai. In Me collectors room all’arte contemporanea viene dedicato il grande spazio al piano terra, con mostre quali Portrait of Nation, momentaneamente in corso, l’esposizione della collezione Sandretto Re Rebaudengo e Cindy Sherman.

Di quest’ultima Olbricht possiede una collezione vasta a tal punto da permettere la realizzazione di una retrospettiva in suo onore. Conosciuto nel 1996 a New York, dietro la vetrina della galleria Metro pictures, il lavoro di Cindy Sherman, delle foto molto grandi, particolari di volti ripresi da vicino, truccati fino a sembrare minacciosamente grotteschi, aveva destato l’attenzione del collezionista. In quell’occasione comprò le prime cinque fotografie di una lunga serie.

Info: www.me-berlin.com

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