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Torino tra passato e presente grazie a Officine Grandi Riparazioni e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Inaugura il 3 novembre Come una falena alla fiamma, un grande progetto espositivo realizzato in collaborazione da OGR-Officine Grandi Riparazioni e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nelle sedi delle due istituzioni torinesi. Un progetto ambizioso, firmato da tre curatori internazionali d’eccezione, chiamati a lavorare insieme per la prima volta confrontandosi con la città di Torino e il suo importante patrimonio artistico: Tom Eccles, direttore del Center for Curatorial Studies del Bard College di New York, Mark Rappolt, redattore capo della rivista inglese Art Review, e l’artista britannico Liam Gillick. L’obiettivo è quello di creare un ritratto della città di Torino attraverso un viaggio tra la Collezione della Fondazione per l’arte Moderna e Contemporanea CRT e della Collezione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in dialogo con un nucleo di opere conservate in alcune delle maggiori istituzioni museali pubbliche della città, tra cui il Museo Egizio, Palazzo Madama, MAO – Museo d’Arte Orientale, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e Castello di Rivoli, che, per l’occasione, vengono esposte nelle sedi organizzatrici, in un gioco di contaminazioni reciproche tra opere d’arte contemporanea e opere dei secoli passati. Una contaminazione che prosegue anche in altre due sedi espositive d’eccezione per alcune opere temporanee: Il Museo Egizio e Palazzo Madama.

Contemporaneamente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la personale dedicata a Sanya Kantarovsky Letdown, che includerà lavori esistenti e opere nuove, prodotte specificamente per l’occasione. L’artista, nato a Mosca nel 1982 ed emigrato negli Stati Uniti da bambino, ha spesso utilizzato le proprie opere per confrontare la sua esperienza di vita sotto il comunismo, negli anni del declino dell’Unione Sovietica, con le esperienze vissute nel mondo occidentale. Sfruttando l’architettura come metafora e allo stesso tempo come cornice, l’esposizione mette bene in rilievo queste due polarità estetiche e politiche, creando il contesto per un nuovo corpus di dipinti che trasmettono una gamma di esperienze sgradevoli e brutali. La mostra prende nome dal titolo di un’opera in contraddizione con se stessa, come molte dell’artista, che fa riferimento a emozioni opposte. Una donna che cade mentre allatta il suo bambino. In inglese letdown significa sia delusione che produzione di latte materno. Questa paradossale simultaneità di costernazione e soddisfazione si cristallizza come tema centrale della mostra. Info: www.ogrtorino.it

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