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Super natural

Francesca Romana Pinzari ha cambiato direzione varie volte nel proprio percorso artistico, sempre con originalità e indipendenza. Ultimamente lavora con minerali, vegetali, con le forme organiche. E come un moderno alchimista attraversa fasi di elaborazione della materia, ad esempio l’ebollizione e il raffreddamento dei minerali. È un rituale dall’aura magica che crea lo stupore delle reazioni incontrollabili nei processi che l’artista esegue. La magia sta poi nella verginità delle manifestazioni ultime che sembrano prendere forme autonome, in un’unicità che a volte si distanzia dalla spinta di partenza. È un procedimento che si anima di trascendenza, nella volontà di elevazione del tangibile. Il percorso che guida l’opera va verso l’astrazione dei manufatti inanimati che sembrano prendere vita, muoversi, avvicinarsi a chi guarda.

È un incontrollabile parlare attraverso frasi scultoree metafisiche che si spingono oltre la concretezza. Il significato non è univoco, anzi si attraversano tanti significati, semplicemente suggeriti. I rovi che utilizza per costruire le sculture diventano un tutt’uno con i minerali che vi si solidificano sopra in un equilibrio strategico quanto spontaneo. Sono opere potenti e delicate allo stesso tempo, si percepisce un’intensità aggregante che concede un flusso di energia comunicativo, affiancata da particolari sensibili. Per capire l’intimità di questi nuovi lavori bisogna dire che l’artista va a cercare le materie prime nella campagna romana vicino casa sua. È quasi un immergersi mistico nei processi di elaborazione materiale, un immergersi che cambia la spiritualità, che cambia la spinta interiore.

Nella mostra Super Natural alla Gilda Contemporary art di Milano, a cura di Cristina Gilda Artese, vengono esposte opere di questa nuova produzione della Pinzari, insieme ad altre opere precedenti. Per molto tempo l’artista ha lavorato con capelli e crini di cavallo realizzando sculture molto grandi di personaggi mitologici, finché questa ricerca è approdata alla realizzazione di ritratti fatti con i capelli delle persone che sarebbero state ritratte. I ritratti sono in forma di mandala che, nella tradizione religiosa buddista e induista, costituisce la rappresentazione simbolica del cosmo, e sono esposti in mostra. Si chiude il cerchio con una serie di disegni realizzati con solfato di rame su impiallacciatura di legno. Il lavoro della Pinzari si distingue per la volontà di comunicare attraverso forme riconoscibili nel substrato immaginifico che accomuna le persone rendendo familiare l’approccio con le proprie opere.

Fino al 20 ottobre; Gilda Contemporary Art, via San Maurilio 14, Milano; info: www.gilda.gallery

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