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Magritte, non è una biografia

Lo scorso 15 agosto ricorrevano i cinquant’anni dalla morte di René Magritte, scomparso all’età di 68 anni per un male incurabile che, in breve tempo, non gli lasciò scampo. Pittore di origine belga tra i più apprezzati – in particolar modo per l’abilità di trasmettere con il proprio segno pulito e la suggestione della luce l’aspetto celato delle cose – Magritte viene omaggiato con una graphic novel dal taglio ironico e diretto – al pari del maestro surrealista – edita da Coconino press e Fandango.

Titolo: Magritte, questa non è una biografia. Scritto da Vincent Zabus (filologo e giornalista di formazione, ha insegnato per alcuni anni per poi virare sul teatro, nelle vesti di scrittore, attore e comico) e illustrato da Thomas Campi (ferrarese residente in Australia, ha pubblicato opere in Italia, Francia, Belgio, Svizzera, Canada, Brasile, Corea), il volume a fumetti a colori (72 pagine, 16 euro) è stato definito dalla stampa specializzata un lavoro «che esce fuori dai binari e finisce per diventare una grande opera surrealista», ma anche una biografia «che si rifiuta di essere davvero una biografia». Nessun controsenso, perché stiamo parlando di un racconto che gigioneggia, con leggerezza ma senza alcuna superficialità, sulla figura di Magritte, vera e propria icona del Novecento, giocando con il pittore sul suo campo d’azione privilegiato e invitando il lettore a mettere in discussione le proprie certezze, per farsi guidare dall’immaginazione più sfrenata.

Ed eccoci fare la conoscenza di Charles Singullier, un impiegato dalla vita decisamente ordinaria che, per una volta, decide di concedersi un vezzo di originalità, acquistando una bombetta al mercato delle pulci delle Marolles, a Bruxelles («chi avrebbe mai detto che un giorno avrei ceduto alla tentazione di comprarmi una simile frivolezza. E volentieri, per giunta»). Ma appena il cappello gli si posa sulla sua testa, niente sarà più come prima: Charles viene risucchiato nell’universo tanto onirico quanto surreale di Magritte e, davanti ai suoi occhi, iniziano a schiudersi una serie di allucinazioni. I più candidi, tra i lettori, obietterebbero che sarebbe sufficiente sfilarsi il cappello per tornare alla routine quotidiana. Niente di più sbagliato: per districarsi nel labirinto delle visioni, il nostro protagonista, accompagnato da un’affascinante e intraprendente guida («lei è posseduto dallo spirito di Magritte, se ne deve liberare»), dovrà trovare la chiave per penetrare nei misteri delle opere e dell’esistenza del pittore di Lessines, interrogandosi sul ruolo – pressoché celato – che la fantasia e l’amore hanno nella sua esistenza («Tutto ciò che è nascosto dovrebbe essere messo a nudo», sosteneva il poeta gallese Dylan Thomas). Senza mai dimenticare, come gli ricorda una tela di Magritte – già, perché in questa più che godibile graphic novel i quadri prendono vita – che «la pittura non agisce come uno specchio passivo della realtà, ma la trasforma».

Info: www.fandangoeditore.it

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