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Dior strega la Paris fashion week con una collezione ispirata a Niki de Saint Phalle e all’arte femminista

Dior punta sull’arte per la sua sfilata dell’estate 2008 e lo fa traendo ispirazione dall’universo di colori di Niki de Saint Phalle. Una collezione che trasmette ribellione, fragilità e passione per l’arte, così come le opere dell’artista francese, unica donna del Nouveau Realisme, amata in tutto il mondo. Artefice di questa riflessione sull’arte e sulla condizione femminile più in generale è Maria Grazia Chiuri, primo direttore creativo donna della celebre maisono di Avenue Montaigne che quest’anno festeggia 70 anni. Non è l’unico caso in cui la Chiuri dimostra sensibilità verso il mondo dell’arte, anzi, sempre di più sta dimostrando come questo connubio possa essere portato con intelligenza sulle passerelle. Per la Cruise collection 2018 di cui Jennifer Lawrence è testimonial Dior,  Brigitte Lacombe fotografa l’attrice con abiti e ambientazioni dichiaratamente ispirate a quelle dell’artista americana Georgia O’Keefe. Ed è la stessa direttrice a confermarlo: «Interessandomi al deserto durante la mia ricerca di ispirazioni – così riporta il messaggero le parole della Chiuri – mi sono imbattuta nel lavoro straordinario di Georgia O’Keefe, una sciamana moderna, riconoscibile per la sua allure maestosa e solenne nelle sabbie del Nuovo Messico. Una ricerca che è stata prima di tutto un viaggio interiore, all’interno della propria identità femminile». Per la Paris Fashion Week, oltre agli abiti che evocano le opere di Niki de Saint Phalle, la Chiuri ha fatto anche ricostruire nel tendone che sorge nel giardino del Museo Rodin uno dei lavori dell’artista. Perchè non ci sono state grandi artiste?, la Chiuri riprende il titolo del libro pubblicato nel 1971 da Linda Nochlin, celebre studiosa femminista che ha sollevato la questione del sessismo culturale nell’arte. E proprio questa frase, tra le altre è bene in vista nelle nuove magliette realizzate per la collezione estate 2018.

 

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