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Danilo Correale a New York con la personale At Work’s End

Che ne sarà del lavoro quando l’intelligenza artificiale avrà preso il posto degli esseri umani? Che valore dovremmo dare allora alla parola lavoro? Sono solo alcune delle domande alla base dell’esposizione At Work’s End che Danilo Correale è pronto a presentare a New York nella galleria Art In General dal 28 settembre fino al 9 novembre. L’artista, già vincitore del Talent Prize e alla sua prima personale negli Stati Uniti,  crea una mostra che ragiona sull’idea di occupazione sempre più spesso vista come una causa che come una soluzione. In un mondo nel quale la tecnologia sta distruggendo quel poco che rimane della divisione in classi Correale invita gli spettatori ad essere lenti, distratti e improduttivi. Una composizione musicale, realizzata in collaborazione con uno ipnoterapeuta si indirizza a tutte le ansie legate al lavoro, presenti e future come il reddito universale. L’artista ci invita a chiudere gli occhi, a sdraiarci in un ambiente bagnato da una luce viola e lasciarci distrarre dalla composizione ipnotica. Correale così si ricollega agli anni Sessanta e Settanta come ai metodi, sempre più diffusi di auto aiuto, tecniche di meditazione e corsi motivazionali, forme di un’ideologia consumistica statunitense. Info: www.artingeneral.org

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