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Enjoy

Colori, suoni, luci ma anche profumi e risate. Enjoy: l’arte incontra il divertimento è una mostra singolare dove il visitatore viene immerso in un mondo incantato, divenendo esso stesso parte attiva di un’ esposizione interamente dedicata al gioco. Fino al 25 febbraio 2018, il Chiostro del Bramante ospita le opere e le installazioni di quindici artisti tra i più importanti e provocatori nel panorama dell’arte contemporanea. La mostra, curata da Danilo Eccher, presenta anche molti lavori site specific e opere inedite come Emulsione su legno di Michael Lin, l’artista taiwanese famoso per i suoi wall e floor paintings realizzati a grandezza naturale. Ed ecco allora che si è da subito catapultati in un grande giardino che ricorda la tradizione floreale di Taiwan, installato nel bel mezzo dell’architettura rinascimentale di Donato Bramante.

Oppure la Changing Rooms, dell’artista argentino Leandro Erlich, un labirinto costruito espressamente in occasione della mostra, attraverso una serie di camerini, tende, specchi e cornici. Con l’ausilio di audioguide ispirate alle varie età della vita ( si potrà scegliere di essere accompagnati dalla voce di un bambino, di un adolescente, di un adulto o di un saggio), lo spettatore inizia un vero e proprio viaggio interattivo e giocoso. «Enjoy è anche un invito – ha spiegato Eccher – a vivere l’arte in modo più diretto, coinvolgente, appassionato e divertente».

La mostra si apre con la scultura leggera di Alexander Calder, Red Mobile (1961), una delle prime opere che si muovono al passaggio delle persone che vi camminano al di sotto, per poi proseguire con The Centrifugal Soul (2016) di Mat Collishaw, l’ultimo zootropio o gioco ottico a tema naturalistico realizzato dall’artista inglese. Ecco poi le sculture dello svizzero Jean Tinguely, realizzate negli anni sessanta, che sono vere e proprie opere in movimento accompagnate da effetti sonori come Radio Sculpture (1962) realizzata con elementi di una radio, ferro, filo metallico, motore elettrico. La mostra si snoda anche attraverso installazioni di video arte come quella suggestiva dello statunitense Tony Oursler, Obscura (1996-2013), che rappresenta l’occhio umano assimilato alla camera oscura fotografica, oppure quella del Team Lab, Flowers and people- Dark (2015) un’installazione digitale interattiva realizzata come se fosse un vero e proprio dipinto in movimento. O ancora l’opera Prisma meccanico (1967) dell’italiano Piero Fogliati precursore della ricerca tra arte e scienza. Un proiettore luminoso, con all’interno dischi di gelatina colorata, che illuminando palette di alluminio bianco, scompone la luce proiettandola su una parete.

Non mancano le installazioni sonore come Risata continua (1971) di Gino De dominicis. Si tratta di una forte risata che riecheggia ininterrottamente, una sorta di opera invisibile. Le due sculture del brasiliano Ernesto Neto, invece, In the corner of life e Caring time (2013) vivono grazie all’attiva partecipazione del pubblico. Neto è considerato uno dei più importanti artisti contemporanei, erede del cosiddetto neoconcretismo brasiliano. Una sala è poi interamente dedicata alle opere dell’artista austriaco Erwin Wurm. Particolarmente interessanti le One minute Sculptures un progetto anticonformista e l’installazione Drinking Sculptures, composta da alcuni mobili bizzarri, da bottiglie e bicchieri. E ancora la torta gigante di Hans Op De Beeck, After the Gathering (2007), la poltrona a pois di Topolino di F. Audrito e A. Sampaniotou- Studio 65, Mickey dei sogni ( 2015), la stanza dei palloncini rossi di Martin Creed, Work no. Half the air in a given space (2013). La singolare opera consiste in una sala riempita per metà da palloncini pieni d’aria in cui il visitatore è invitato ad entrare.

La mostra si chiude con Baby Ionia (1972), una stanza allestita con scatole di legno dedicata ai bambini dai tre ai dieci anni. Riflettere divertendosi. È questo il messaggio che rimane a chi visita Enjoy. Come ha affermato Danilo Eccher, l’arte non ha mai voluto rinunciare alla grande libertà data dal piacere e dal gioco. Soprattutto negli ultimi decenni che hanno rappresentato «un tripudio di fantasie divertite, di giochi, sorprese, calembour, gioie e piaceri per un’arte che ha mostrato un continuo rincorrersi di leggerezze senza rinunciare al pensiero».

Fino al 25 febbraio 2018; Chiostro del Bramante, Arco della Pace 5, Roma; info: www.chiostrodelbramante.it

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