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Inside Art #111, ci siamo

È Lorenzo Marini a firmare la copertina d’artista di Inside Art #111 che trovate da oggi nelle librerie e nei bookshop dei musei italiani. Marini coerente con il suo stile, spiegato in anteprima mondiale sulle pagine del numero attraverso un manifesto, concepisce la lettera ”d” dell’alfabeto presentata sulla cover in maniera destrutturata.

È invece Giulia Cenci ad aprire la sezione Artist della rivista con il suo lavoro in bilico fra distruzione e creazione di forme. Dalla Grecia arriva Vasilis Papageorgiou con la sua indagine sulla città intesa come giungla di cemento e sul rapporto fra velocità delle macchine e stanchezza umana. Sempre di macchine parlano i lavori del duo Pakui Hardware, opere che non sembrano realizzate da mani non umane in un’estetica vicina all’accelerazionismo. Francese e residente nell’atelier Wicar di Roma Raphaele Bezin ci racconta i suoi tre mesi nella capitale e i problemi come le gioie di raccontare una città del cinema attraverso il cinema. Più classico il lavoro di Asger Dybvad Larsen incentrato sulla pittura e i suoi processi, sulla costruzione di un’immagine e la necessità di imporsi limiti cromatici. Chiude la sezione il lavoro di RE, artista siciliana in mostra a Fondamenta dal 14 al 28 settembre.

Il Portfolio di questo numero è dedicato al duo Linda Alborghetti e Marco Bellini che hanno costruito un archivio fotografico di tutti quei vecchi quadri in casa fotografati con il flash che si riflette sul vetro e messi poi in vendita in un asta online. Un lavoro a metà fra glich art, catalogazione e internet.

Il Focus questa volta è uno studio su quei particolari collezionisti di arte contemporanea e non che sono le grandi e meno grandi aziende che hanno deciso di investire in arte: le corporate art collection. Perché lo fanno? Chi sono? Chi decide quali opere acquistare e in base a cosa?  Art Forum Wurt, Fondazione Ermanno Casoli, Utopia, Axa Art, Microsoft e Jp Morgan sono fra gli esempi presi in considerazione. Introduce tutto il focus Fabio Benzi della collezione Biagiotti.

Prima di incontrare l’intervista al curatore Valerio Dehò della mostra a Fondamenta, Dieci, di Aldo Runfola c’è il Manifesto di Marini: Movimento per la liberazione delle lettere introdotto dall’editore Guido Talarico. Un affondo su tre città del Mediterraneo legate ultimamente al mondo dell’arte contemporanea: Palermo (che si prepara per Manifesta), Marsiglia (che accoglierà l’edizione successiva dell’evento) e Atene (che è stata palco per la prima volta di una Documenta fuori Kassel), sono raccontate da chi le vive in prima fila.  Un lungo reportage di Claudio Scorretti sul mondo dell’arte contemporanea nel Sud d’Europa chiude il giornale con un giro di artisti e gallerie pronte ad affacciarsi sul mercato Occidentale.

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