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Da Claude Monet a Mary Mattingly, i giardini degli artisti

”Forse lo devo ai fiori che ho cominciato a dipingere” Claude Monet

Probabilmente Monet non avrebbe mai immaginato che le sue ninfee di Giverny sarebbero diventate famose in tutto il mondo fino ad ammaliare addirittura il grande schermo come nel recente documentario di Phil Grasbsky, Il giardino degli artisti. L’impressionismo americano. Ebbene verso la metà dell’800 la passione per la botanica, le influenze esotiche e orientali si fanno sempre più forti. Natura incontaminata, profumi seducenti e colori vibranti diventano i soggetti preferiti degli artisti e gli ingredienti giusti per la creazione di veri e propri eden. Una pratica, quella del giardinaggio, che va ben oltre gli impressionisti e che si è sviluppata tra gli artisti nelle modalità più varie.

Parliamo del meraviglioso giardino marocchino di Jacques Majorelle poco fuori Marrakech con oltre 300 specie esotiche provenienti da ogni angolo del pianeta e che oggi, dopo l’acquisto e il rispristino da parte di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, è visitato da 700 mila persona l’anno. Il colorato giardino di Emil Nolde e sua moglie nella cupa Germania del Nord dove in principio le piante creavano le iniziali della coppia. Ovviamente anche del famoso Giardino di Giverny di Monet che divenne addirittura un grande esperto tanto da sviluppare alcune specie ibride e portarle in mostra all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Senza lasciare in secondo piano altri giardini come quello di Frida Kahlo della sua casa natale di Azul creato con il marito, sicuramente di dimensioni più ridotte ma affascinante.

I giardini non possono mancare anche in città. Tanto diversi quanto speciali, come quello di Robert Irwin per il Getty Center di Los Angeles che come una cascata scende giù verso una vasca con azalee galleggianti, o quello di Adam Purple che nel 1975 è nato tra i palazzi di New York  ma che non ha resistito all’avanzata del cemento neanche per dieci anni. Non solo. Il giardino di Sol LeWitt, portato a termine solo dopo la sua morte nel 2012 al  Philadelphia’s Fairmount Park progettato dall’artista nei minimi dettagli, dalla scelta del botanico a quella delle piante e dei colori, oppure Swale – Floating food forest - galleggiante sull’East River a New York di Mary Mattingly dove le persone possono raccogliere frutta e verdura come in un classico orto. Ne conoscete altri?

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