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Matière Noire, il nuovo progetto di Borondo a Marsiglia

Due anni dopo Animal a Londra, l’artista spagnolo Borondo presenta Matière Noire, la sua più grande mostra mai realizzata, dal 7 ottobre nel cuore del famoso Mercato delle Pulci di Marsiglia. Curata da Carmen Main, Matière Noire dialoga con il concetto di materia oscura – tutto ciò che non vediamo direttamente, ma che permette l’esistenza dell’universo – come metafora dell’invisibile nella nostra percezione. Una riflessione sulle diverse realtà culturali, sociali e generazionali e sui media con cui vengono filtrate, dalle prime forme di rappresentazione alle piattaforme digitali contemporanee. 4.000 mq in cui  Borondo presenterà per la prima volta il suo universo attraverso più di 30 opere site-specific, animazioni, ologrammi, installazioni, dipinti, video – in collaborazione con 8 artisti multidisciplinari internazionali appartenenti all’ultima generazione cresciuta prima del boom digitale: BRBR Films, Carmen Main, Diego López Bueno, Edoardo Tresoldi, Isaac Cordal, Robberto Atzori, Sbagliato e A.L. Crego, autore anche dei contenuti visivi dinamici della mostra, come gif e video.

Matière Noire è la traccia multisensoriale con cui il mondo oscuro si rivela: il razionale viene a contatto con l’infinito, la sfera della coscienza con quella dell’inconscio, in un dialogo serrato tra vecchi materiali e nuove tecnologie, analogico e digitale, classico e contemporaneo.Nei 3 mesi di residenza al Mercato delle Pulci, gli artisti hanno vissuto e lavorato insieme curando ogni singolo dettaglio della mostra e condividendo lo spazio con i mercanti di un quartiere che sta sparendo, la materia oscura di Marsiglia. Il risultato è un organismo vivente strettamente legato al luogo e alla sua storia, una delle ultime riserve di memoria collettiva espressa attraverso gli oggetti qui trovati, materiale principalmente utilizzato nella mostrafil rouge dell’intero percorso espositivo in contrapposizione all’archivio digitale proprio del nostro tempo. Fino al 31 gennaio 2018.

 

 

 

Ricorrendo a simboli e miti collettivi, passando attraverso archetipi e inconsci latenti, Borondo ci conduce in un caleidoscopio di infiniti universi da esplorare e captare.

Schizzi di un passato invisibile senza il quale la nostra esistenza sarebbe impossibile,

materia oscura del nostro presente.

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