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Vis Attractiva, come un sogno

Per descrivere la forza magnetica capace di attrarre tra loro elementi minerali, vegetali e animali, considerati le tre componenti alchemiche dell’intero cosmo, il filosofo tedesco Athanasius Kircher utilizzava il termine Vis Actractiva. Proprio questo concetto è ormai da tempo al centro della ricerca del giovane artista di Barletta che, già lo scorso anno, aveva sviluppato in una sua personale a Milano. È quindi un nuovo capitolo di questo percorso quello inaugurato a luglio, nel museo di storia naturale portoghese, all’interno del laboratorio alchemico più antico d’Europa. Negli ambienti asettici, che ancora portano le tracce sbiadite di esperimenti del passato, si snoda una mostra dalle linee minimali e solenni, tesa a confondersi con questi luoghi quanto a consacrarne, una volta in più, la lunga storia. Un’esposizione nata lontano dai luoghi in cui la ricerca dell’artista ha preso le fila e che, in ogni suo aspetto, si arricchisce di impressioni oniriche che Fiorentino ha minuziosamente appuntato durante tutto il  percorso per la realizzarla. Proprio dalla necessità di far giungere lontano il trasporto di certe sensazioni da lui provate – attraverso modalità che non lo allontanino dagli odori e dalle forme di questa esperienza – nasce per l’artista l’esigenza di completare l’esposizione attraverso un racconto, attraverso quegli appunti dei suoi sogni. Non un’intervista, quindi, ma una narrazione diretta che permetta al visitatore, e a chi non vedrà mai la mostra a Lisbona, di provare le stesse sensazioni vissute dall’artista nell’attraversare quelle sale.

Una scalinata con colonne imponenti
forse un tempio, foresta, e mi attrae
una sala dal bianco profondo / piastrelle in ceramica ovunque
che appartenga all’inferno o al cielo che importa

in alto, sul soffitto, una catena pende sulla mia testa
mascelle di squalo incatenate tra loro /
anelli dove l’aria bianca entra ed esce, rendendola fresca e voluttuosa.
feroci forme / contemplo l’abisso amaro

ogni parete della sala ha tavoli lunghi e alti con numerosi cassetti chiusi
ampolle in vetro posano sul piano in ceramica /
al loro interno, forme di colore grigio scuro crescono e si espandono
insieme solide e vellutate
lentamente, come una pianta marina /
io le racconto della ragazza che dal nulla mi ha chiamato
lei controlla la distanza

successivamente, il mio sguardo incontra una forma bianca
una chimera di marmo
poteva starmi nel palmo della mano
la tocco, la sabbia ha corroso la sua pelle
piccoli solchi circolari si espandono fino a divorarla / forse un fossile
pavimento di chimica lordura
è qui che si imita la Natura

l’anima mia sognante non capisce dove si trova, non sa il tempo,
il luogo ricorda un laboratorio antico
forse è qui che si sono generate queste forme/cose
dopo l’aria non ha profumo / e io ho salvato la forma e il divino
mi sveglio 

Fino al 9 settembre; MNHNC – Museu Nacional de História Natural e da Ciência, Rua da Escola Politécnica 56, 1250-096 Lisboa, Portogallo; Info: www.museus.ulisboa.pt

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