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Addio a Claudio Abate, il fotografo degli artisti

Giornata di lutto per il mondo dell’arte. Il grande fotografo Claudio Abate se n’è andato. Un uomo che è stato fondamentale per la scena italiana, sin da quando aprì il suo studio fotografico giovanissimo, nel 1957, all’età di sedici anni. Romano, classe 1943, Abate dagli anni ’60, ci ha mostrato tutti i volti degli artisti romani, le inaugurazioni della capitale e tanto altro. Era l’epoca di via Margutta, Abate si lascia coinvolgere dalle sue atmosfere piuttosto che dalla fotografia di reportage. Tra gli artisti da lui immortalati Pino Pascali, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci e Fabio Mauri. Con questi e con molti altri autori e con il gallerista Fabio Sargentini ha avviato sodalizi destinati a protrarsi negli anni. Nel 1959 incontra Carmelo Bene e a partire dal 1963 e per i successivi dieci anni ne documenta il teatro e il cinema. In quello stesso periodo collabora con la rivista Sipario e segue la nuova scena teatrale romana. Fotografo di scena, fotografo degli artisti, fotografo per le riviste, ritrattista, autore di un personale discorso, le anime di Abate sono più di una. Una sensibilità che l’ha reso celebre in tutto il mondo, segnata dal profondo rapporto di empatia che instaurava con i soggetti, e un sottile senso di ironia… 

 

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