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Chi è Marcelo?

Chi è Marcelo? Marcelo è uno di noi, uno dei tanti volti dispersi nella giungla odierna di cemento, lo sfiorato di Veronesi, il Palomar di Calvino, lo Zeno Cosini di Svevo, il Moscarda di Pirandello. Marcelo è ognuno di noi. Con Stop searching for me, Marcelo, prima personale milanese dell’argentino Pablo Candiloro (che segue la sua partecipazione al Flash Art Event del 2013), in corso alla Galleria Pack sino al prossimo 12 settembre, l’artista libera il suo grido esistenziale, il suo tormento a tinte pastello, finalmente scevro, come raramente accade oggigiorno nel mondo dell’arte, da filtri o impalcature di sorta: l’artista ritrae se stesso, gioca a cambiare nome ma mai volto, mostrando attraverso colori ora lividi, ora luminosi il riflesso tangibile di un’anima al contempo placida e inquieta.

Candiloro non si risparmia, utilizza tutte le tonalità e sfumature proprie del suo mondo per descriversi, ne è prova la sua pittura che mai si sovrappone, ma anzi affianca l’una e l’altra pennellata come a voler tracciare un mosaico di emozioni e accadimenti. Il racconto di una meticolosa concatenazione di eventi risulta quindi prerequisito imprescindibile per starsene seduti su di una poltrona come Marcelo, ad attendere e contemplare il futuro, che non può dunque svincolarsi dal suo passato, né dal suo presente.

Candiloro, nato nel 1976 a Buenos Aires, ha deciso di trasferirsi a Sansepolcro, luogo di nascita di Piero della Francesca: ricordiamo per un attimo il volto serio, fermo e calmo del Cristo nella celebre opera del 1445 che ne raffigura il battesimo, oggi conservata alla National Gallery di Londra: quel senso di quiete, esaltato poi dalla grande campitura piatta del cielo celeste polvere, è analogo alla compostezza del malessere evocato dalle mille facce e sfaccettature di Candiloro.

Fino al 12 settembre; Galleria Pack, viale sabotino 22, Milano; info: www.galleriapack.com

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