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Lucia Moholy, la fotografa del Bauhaus

Fondata dall’architetto Walter Gropius nel 1919, la scuola di Bauhaus in Germania ha continuato a influenzare l’architettura moderna, l’arte e il design per decenni. La scuola ha cercato di combinare il design e l’industrializzazione, creando oggetti, oltre che creativi, anche funzionali che potessero essere prodotti in massa. La maggior parte dei progettisti e artisti ad oggi famosi in Europa durante gli anni ’20 e ’30 hanno passato del tempo all’accademia. La popolarità e l’influenza del Bauhaus oltre la Germania, però, deve molto a una fotografa poco conosciuta: Lucia Moholy. Le sue fotografie sono alcuni dei migliori documenti dell’architettura del Bauhaus e dei suoi prodotti. Arrivata per la prima volta al Bauhaus con il marito insegnante nel 1923, cercò di rendersi utile. Grazie alla sua formazione di fotografa diventa subito la reporter della scuola, catturando le immagini degli edifici dove lavoravano, gli oggetti che producevano e i suoi creatori. Le fotografie scattate da Moholy, come l’architettura progettata da Gropius, incarnavano un equilibrio di chiarezza, semplicità e asimmetria. Le sue rappresentazioni sono utilitaristiche, documentano il mondo così com’è, ma sono anche bellissime, rivelandosi in linee pulite e contrasti forti. Le sue fotografie diventano così non solo documenti ma vere e proprie opere d’arte. Con la Seconda Guerra Mondiale tutto andò perduto. Lucia Moholy viaggiò continuamente fino a trasferirsi a Londra dove divenne fotografa dell’alta società britannica. Finita la guerra le capita per caso fra le mani il catalogo di una mostra avvenuta al MOMA di  New York nel 1938 che comprendeva una serie di scatti del Bauhaus, tra cui alcuni che lei conosceva molto bene ma credeva fossero andati persi durante la guerra. Il suo nome però non compariva nelle didascalie. Dopo gli anni ’40 l’interesse per il Bauhaus aumenta: articoli, mostre e libri, ma il suo nome non compariva mai sotto le foto. Molte delle fotografie che Moholy vedeva pubblicare erano troppo di alta qualità per essere riproduzioni di stampe esistenti. Dovevano essere state fatte direttamente dai negativi che aveva lasciato in Germania. E mentre ricevette sempre più richieste di tenere conferenze sul Bauhaus, cominciò a cercare di individuare la provenienza questi negativi. Un amico le disse che durante la guerra i negativi erano stati lasciati alla cura di Walter Gropius che li portò probabilmente con se quando emigrò in America. Cominciò così una lunga corrispondenza tra i due su chi fosse il vero proprietario, se il fotografo o il creatore dell’oggetto fotografato. Dopo anni di controversie legali, Moholy finalmente riuscì ad ottenere quasi 300 dei suoi negativi indietro. Purtroppo, però, era troppo tardi. Le pubblicazioni, i cataloghi e gli spettacoli della galleria erano tutti per la maggior parte usciti. Quando è morta nel 1989, la raccolta di negativi di Moholy è stata donata all’archivio Bauhaus di Berlino, dove continuano a essere conservati e studiati. Lucia Moholy è stata eccezionale a catturare la visione della scuola e a farla sopravvivere alla guerra. E proprio come gli altri famosi architetti, progettisti e artisti del Bauhaus, è giusto conoscerla.

 

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