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Janis Joplin, piece of my heart

«Non ti ho fatto sentire come se fossi l’unico uomo? E non ti ho dato quasi tutto quello che una donna possibilmente può? Dolcezza, lo sai l’ho fatto». È l’incipit di Piece of my heart, uno dei brani più conosciuti della storia del rock, interpretato da un’icona del genere: Janis Joplin. Ed è proprio all’anticonformista, ribelle e tormentata cantante statunitense, morta nel 1970 all’età di 27 anni dopo un’esistenza inquieta tra alcol e droghe, che Giulia Argnani dedica una graphic novel che farà felici molti fan: Janis Joplin, piece of my heart. Pubblicato da edizioni Bd nella collana rock, il volume (166 pagine, 15 euro) si sviluppa nell’arco temporale di una decina d’anni, spaziando dalla quotidianità a Port Arthur (Texas) – città natale dell’artista – fino alla sua tragica scomparsa (il mondo era ancora sotto shock per la morte di Jimi Hendrix, avvenuta a settembre dello stesso anno), tra flashback, salti temporali e dettagli in toni di grigio.

«Le donne nell’ambiente della musica rinunciano agli amici, all’amore e ai punti fermi. A tutto. Tranne che alla musica». Parte da questa dichiarazione un racconto intenso, che Argnani – autrice e disegnatrice faentina di nascita, ma romana di adozione – porta avanti presentando l’inedita (e struggente) immagine di una delle cantanti più iconiche della storia della musica, un artista che la critica, oggi, considera tra le migliori interpreti bianche di blues di sempre. «Prendi un altro piccolo pezzo del mio cuore adesso, baby», cantava Joplin, che da bambina emarginata – con la pelle rovinata e in sovrappeso – cercava rifugio nella musica. Ragione per cui, a 17 anni, lasciò il college e fuggì di casa per inseguire il suo sogno. Scorrendo le pagine della graphic novel emerge, prorompente, la figura di una giovane donna fragile e insicura, che cerca riparo nella droga per sfuggire alle delusioni, che vuole amare ma – per tutta risposta – viene ingannata e tradita.

Particolarmente toccante, in questo senso, quando l’artista, poco prima di morire nella sua stanza d’albergo, cerca al telefono l’amica e amante Peggy Caserta (groupie e spacciatrice di lusso), senza trovarla («mi dispiace, nella stanza non risponde nessuno», il commento laconico dalla reception). «Janis Joplin è riuscita a brillare e bruciare molto, troppo in fretta. Sempre senza riuscire a lasciarsi alle spalle la sensazione di dovere essere qualcosa di più. Più rock, più blues. Più brava, più bella», si legge nella presentazione che accompagna il volume.

Da qui il desiderio di annullarsi e ritrovarsi nella musica, sua amica di viaggio ma allo stesso tempo sua più acerrima rivale, troppo legata agli eccessi e alla parte più oscura della giovane Janis, sopraffatta da un senso di solitudine che la accompagnerà per tutta la vita. Argnani – che esordisce nel 2002 al Leoncavallo di Milano con la graphic novel Rivelazioni – tratteggia un ritratto a fumetti sofferente, onesto e tormentato, omaggiando un’artista dal canto unico e inimitabile, che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock.

Info: www.edizionibd.it

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