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A Messina ha aperto il MuMe, il museo interdisciplinare regionale più grande dell’Italia meridionale

Ha inaugurato ufficialmente il 17 giugno, alla presenza di autorità politiche e religiose, il MuMe, Museo Interdisciplinare Regionale di Messina, uno dei più grandi musei dell’Italia meridionale. Una collezione splendida che raccoglie tutte le opere d’arte salvate dal tragico terremoto del 1908 che, distrusse completamente la città di Messina. Centinaia di reperti architettonici e opere d’arte di chiese ed edifici storici distrutti e faticosamente strappati dai detriti che fino ad oggi sono stati conservati, sparsi per la città tra magazzini e depositi, e che ora sono stati finalmente riuniti in un unico spazio. L’edificio tanto atteso, che sorge all’interno del grande parco museale dell’antica Zancle, tra i più grandi del Sud Italia con i suoi 17mila mq, ospita una collezione trasversale con opere dall’XI secolo fino ai primi anni del Novecento. Nei suoi 4700 mq, il MuMe ospita circa 750 lavori distribuiti sui due livelli che si snodano attraverso i settori medievale, moderno, la sezione archeologica e le aree esterne. Fiore all’occhiello del percorso espositivo sono la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Pastori, due grandi tele dipinte da Caravaggio durante il suo soggiorno in Sicilia e alcune opere di Antonello da Messina, come il Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte acquistata nel 2006 da Christie’s.

La struttura architettonica iniziata nel 1984 viene consegnata nel 1995, ma non risulta idonea alla tipologia delle collezioni e i fondi insufficienti e discontinui per la definizione dell’allestimento in rapporto alle superfici. Negli ultimi anni, con la direzione della dott.ssa Caterina Di Giacomo – affiancata dai dirigenti delle Unità Operative afferenti al Polo Regionale, arch. Gianfranco Anastasio, responsabile dei lavori di completamento del Museo, arch. Rosario Vilardo, responsabile della Sicurezza e RUP dei procedimenti relativi agli ultimi interventi e  dott.ssa Grazia Musolino responsabile delle Movimentazioni e l’intero organico tecnico e amministrativo – è stato possibile dare un’accelerazione ai programmi finalizzati alla fruizione della struttura, definendo interventi di adeguamento tecnologico e completamento dei percorsi espositivi grazie a finanziamenti UE e seguenti impegni della Regione. Dopo l’anteprima del dicembre 2016, con la consegna della sezione archeologica e dell’ Ala Nord, per un totale di 2.200 mq di superficie espositiva, vengono finalmente consegnati i restanti 2500 mq di allestimenti. Un area ampissima, tra interni ed esterni,adeguata alla quantità di reperti che rende questo museo non solo un contenitore d’arte, piuttosto un autentico luogo d’identità ritrovata, uno spazio museale di respiro europeo.

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