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Inaugura l’impronta di Alberto Tadiello, opera vincitrice del concorso “Arciso Mastrotto. Memoria e Futuro”

Il 14 giugno alle 20.30 viene presentata e donata alla città di Arzignano l’opera di Alberto Tadiello vincitrice del concorso Arciso Mastrotto. Memoria e Futuro. L’opera, installata alla rotonda fra via Kennedy, via Arciso Mastrotto e via dei Mille, è una scultura in marmo alta oltre 2 metri che riproduce l’impressione asciata da una mano. Il progetto ed il processo messo in atto per la sua realizzazione, attraverso l’impiego di tecnologie 3D, ha permesso di trasformare un materiale ”tradizionale” come il marmo in un’opera contemporanea e innovativa. Promosso dal Gruppo Mastrotto per ricordare il fondatore dell’azienda, oggi leader in Europa nel settore della concia delle pelli bovine e curato da Elena Dal Molin dell’Associazione culturale Atipografia, il concorso, è nato per simboleggiare quei valori di dedizione al lavoro, coraggio, intuito, forza, fede, perseveranza e appartenenza al territorio in cui il padre ha sempre creduto e valori che tutt’ora li rappresentano. Per l’ideazione dell’opera la famiglia ha lanciato un bando rivolto ad artisti emergenti di fama internazionale, senza alcun vincolo nella scelta della formula espressiva e dei materiali, per stimolare la loro creatività, promuovendo un rapporto virtuoso non solo possibile ma auspicabile fra arte e impresa. 14 giovani artisti hanno manifestato grande interesse e hanno risposto al bando con molti progetti che sono stati selezionati da una giuria di fama internazionale composta dai critici d’arte di fama internazionale Andrea Bruciati e Luca Beatrice, dai fratelli Santo e Bruno Mastrotto e dall’assessore alla cultura del Comune di Arzignano Mattia Pieropan. L’opera di Tadiello è allo stesso tempo un omaggio all’instancabile operosità e alla dedizione al lavoro di Arciso Mastrotto, ed in senso più ampio ad un territorio capace di farsi portavoce di quell’arte del saper fare che caratterizza ancora oggi l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Il segno dell’impronta di Tadiello diventa quasi il ritratto di una famiglia e del suo DNA, come simbolo e ricordo già affidato al futuro.

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