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I have a drink. Abbiamo sete di speranza, l’opera di B. Zarro all’asta per Amatrice

”Per la prima volta ho ceduto a un’attività commerciale dell’arte per sostenere la ricostruzione morale e materiale di Amatrice, affinché la sua storia non finisca con la data del 24 agosto 2016.” Con queste parole l’artista internazionale di origini amatriciane B. Zarro, all’anagrafe Mauro Conti, spiega la decisione di offrire all’asta il 13 giugno alla Casa d’Aste Babuino di Roma la sua opera I have a drink. Abbiamo sete di speranza, i cui proventi sono destinati alla ricostruzione del patrimonio artistico amatriciano indicato nel bando ”Adotta un’opera”. L’artista, noto alla scena internazionale grazie alle sue installazioni pubbliche nelle più importanti riviste d’arte, il 23 agosto vide per l’ultima volta il casale di famiglia e i luoghi della sua infanzia prima che il terremoto spazzasse via tutto. Da quella tragica notte, con grande energia ha rivolto il suo lavoro alla terra dei nonni dando vita a I have a drink. Abbiamo sete di speranza. Cola per la matrice. L’opera, quasi come un moderno cavallo di Troia, inganna e nasconde al suo interno la tragedia. Sotto la carta color terra si cela la bottiglietta della soft drink, che, cinta da uno spago e marchiata dal rosso fuoco, custodisce al suo interno la terra di Amatrice, la stessa che verso la fine Quattrocento diede i natali all’artista Nicola Filotesio, noto col nome di Cola dell’Amatrice.
La Cola di B. Zarro si propone come un’efficace combinazione tra la reinterpretazione ideologica di un’icona identitaria e l’omaggio all’artista più famoso che Amatrice abbia mai dato alla luce. L’oggetto d’uso quotidiano conserva le nostre radici, la terra di un paese che ha testimoniato la storia abitativa e culturale della Penisola. Ma, più che ricordare ciò che la Natura ha spazzato via, intende riaccendere il senso di responsabilità ad agire, nella speranza che il patrimonio identitario di Amatrice, simbolicamente di tutti gli italiani, venga ricostruito, mattone su mattone. B.Zarro, trasformando il contenitore della bevanda americana nell’espressione globale di un agire etico ed in uno strumento di utilità e speranza, converte la tragedia per diffondere auspici e iniziative di rinascita. Svuotato e riempito del simbolo identitario – la terra nativa-, il contenitore è divenuto raccoglitore ecologico e divulgatore di chances.

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