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Chris Burden, un documentario

Il nome di Chris Burden è legato alla sua performance più nota, Shoot del 1971 durante la quale l’artista statunitense si è fatto sparare sul braccio destro da una distanza di circa cinque metri. Questo come altri lavori coevi sono legati al concetto di pericolo personale come espressione artistica. Negli anni successivi Burden lascia da parte le performance e comincia a interessarsi di scultura, prassi che non abbandonerà fino alla morte avvenuta nel 2015. Proprio sulla sua ultima fase si concentra il documentario Burden ora proiettato nei teatri di New York e Los Angeles ma disponibile in streaming sul sito della casa di produzione Magnolia pictures. Diretto da Tim Marrinan e Richard Dewey il film raccoglie anche video d’epoca delle performance, interviste con l’artista e il commento di critici e artisti legati alla poetica di Burden. Fra i suoi ultimi lavori dobbiamo citare Metropolis II, una costruzione enorme ospitata al Lacma di Los Angels nel 2011. Al centro della sala vuota l’artista aveva costruito un’architettura per macchine giocattolo che inseguendosi, incrociandosi e scontrandosi tra loro ricreavano il traffico della città.

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