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Mater dolorosa

«Nell’angolo destro, con un corpetto in pelle nera, stivali da bucaniere, armata di un’affamata frusta, la signora delle sofferenze, la genitrice di ogni malanno, Mater morbi. Nell’angolo sinistro, con un vestito di tulle, seta e cotone grezzo, armata di una spada generata dal suo cuore di mamma, la fiera leonessa, l’addolorata signora, Mater dolorosa». A distanza di otto anni dall’uscita dello storico albo di Dylan Dog Mater morbi, Roberto Recchioni – curatore editoriale dell’indagatore dell’incubo, l’affascinante e tormentato personaggio creato da Tiziano Sclavi – torna a scrivere l’iconica figura femminile da lui stesso creata.

Illustrato da Gigi Cavenago, che dipinge un centinaio di splendide tavole i cui personaggi sembrano davvero prendere vita, Mater dolorosa – l’albo mensile a colori (Sergio Bonelli editore) è uscito in edicola lo scorso settembre, per omaggiare i trent’anni dalla prima pubblicazione di Dylan Dog – è disponibile ora in un’accattivante versione oversize edita da Bao publishing. Che cosa ha in più? Sessantacinque pagine di extra testuali e visivi, rarità, making of, commenti degli autori, lettering riveduto e corretto nel posizionamento dalla letterista originale. Stampato su carta patinata opaca, vivida, il volume (160 pagine, 20 euro) ha il fulcro della sua storia nello scontro – letteralmente all’ultimo sangue – per conquistare l’anima di un bambino molto speciale. In questo senso, Cavenago precisa che «il personaggio più difficile da rendere è stato proprio il piccolo Dylan. Per farlo funzionare in certe circostanze, ho dovuto renderlo più intenso, più ”adulto” di quanto un bambino possa mai essere».

Quindi Recchioni: «Mater dolorosa è una storia in cui ho usato Dylan per narrare molto della mia esperienza personale; dovevo tenere presente quell’aspetto ma riuscire, allo stesso tempo, a scrivere una storia di Dylan Dog». Ed eccolo il nostro indagatore dell’incubo, avvertire nuovamente i sintomi del male oscuro che lo ha quasi ucciso, alcuni anni addietro. Chi c’è dietro tutto questo? Mater morbi, la madre della malattia, sempre e solo lei. Dylan sarà costretto a calarsi in un mare di dolore, accettando il fatto di dover soffrire come mai gli è accaduto, alla ricerca di sé stesso e alla scoperta dei segreti dei suoi trascorsi e del suo odierno. Xabaras, Morgana, il galeone, l’ex ispettore Bloch, Groucho, Moonlight, i morti viventi, Mater morbi: sono tutti presenti in questa festa della morte. Un lavoro corposo e certosino, quello che c’è dietro a un volume di questo tipo – copertina variant limitata a 2.500 esemplari numerati – come evidenzia lo stesso Cavenago: «Per un anno ho riempito l’hard disk di qualsiasi tipo di lavoro, dipinti, foto, illustrazioni e disegni che andavano dai classici Disney ai quadri di Francis Bacon». I risultati si vedono. Eccome.

Info: www.baopublishing.it

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